In vela tra i ghiacci della Terra del Fuoco

5L’inverno è istintivamente per tutti noi la stagione del freddo e della neve, ma proprio questi mesi sono quelli estivi per l’altra metà della terra, quella australe. Se avete voglia di un viaggio coinvolgente, e non volete tornare nei soliti luoghi proposti dai cataloghi, potete pensare a un’avventura all’estremo sud della Patagonia, dove l’oceano Pacifico incontra l’Atlantico sotto la guardia severa del leggendario Capo Horn. 1Esistono numerose agenzie di viaggio specializzate in questo tipo di viaggi, che offrono non solo mezzi e skipper ma anche percorsi e tappe tra le isole della Terra del Fuoco e possono garantire una crociera in condizioni di assoluta sicurezza. Durante l’estate, la temperatura media oscilla tra i 15° e 18° e la rotta prevista si snoda per lo più in acque tranquille. Tenendosi poi continuamente in contatto con le stazioni meteorologiche e seguendo l’evoluzione meteo dal satellite è possibile aspettare con calma il momento migliore per uscire in mare aperto ad affrontare l’oceano.

pinguiLa navigazione si svolge in una natura selvaggia e incontaminata, costeggiando per lunghi tratti zone in cui i ghiacciai arrivano direttamente in mare. La flora e soprattutto la fauna offrono la possibilità di osservazioni uniche al mondo: sarà infatti possibile incontrare balene, orche, foche, pinguini, delfini ed elefanti marini.

ushuaia2Di solito per queste spedizioni la base di partenza è il porto di Ushuaia o baia che guarda verso ponente in lingua yamana, una piccola cittadina di circa 40.000 abitanti, per lo più discendenti di immigrati spagnoli e italiani, situata lungo il Canale di Beagle, il tortuoso e stretto braccio di mare che separa la Terra del Fuoco dagli ultimi arcipelaghi del continente americano. Il suo clima è molto interessante, visto che in un solo giorno si possono manifestare le temperature delle 4 stagioni.

Puerto-WilliamsL’itinerario classico dura circa due settimane e ha come prima tappa Puerto Williams, nel Canale di Beagle, si tratta di una piccola cittadina dove si espletano la formalità doganali in quanto Ushuaia è in Argentina, mentre Capo Horn appartiene al Cile. A Puerto Williams è imperdibile una sosta allo Yacht Club Micalvi, il club velico più a sud del mondo. Il Micalvi in realtà è una vecchia nave da trasporto militare in disarmo che è stata rimorchiata in fondo all’estuario di un piccolo fiume che si getta in mare poco a ovest del paese e che qui è affondato in tre metri e mezzo d’acqua. È unito alla terraferma da una passerella fissa, e ospita tra le sue sovrastrutture il bar e i servizi sanitari, oltre alle PuertoWilliams1indispensabili docce bollenti. Da Puerto Williams si prosegue verso est fino alla riparatissima baia di Puerto Toro dove si attendono le condizioni meteo migliori per avvicinarsi a Capo Horn, che si raggiunge dal lato dell’Atlantico navigando molto ridossati alla costa. La visita alle isole Wollaston, cui appartiene Capo Horn, comprende non solo la navigazione nelle acque del capo ma condizioni meteo permettendo anche uno sbarco sull’isola e l’eventuale esplorazione di alcune profonde baie dell’arcipelago. Tornati a Puerto Williams la seconda settimana del viaggio prevede la navigazione lungo il Canale beagle3Beagle esplorando le cale e le baie su cui si affacciano antichi ghiacciai, i Ventisquero, dai quali si staccano continuamente e cadono in mare con grande fragore enormi blocchi di ghiaccio. Terminata l’esplorazione di questo lungo braccio di mare, si ritorna nuovamente a Puerto Williams per il disbrigo delle formalità burocratiche e il rientro a Ushuaia in Argentina.

Sono possibili anche mete più impegnative, come la Georgia del Sud e l’Antartide.

Georgia1La Georgia del Sud è un’isola lunga 180 km a circa 1000 miglia dalle coste argentine, e prevede 5/6 giorni di navigazione all’andata e 6/9 giorni al ritorno, a causa dei venti e delle correnti contrarie. L’isola è poco visitata ma merita assolutamente un viaggio per la flora e la fauna spettacolari, il cui sviluppo è favorito da un clima relativamente mite, e anche per la visita agli stabilimenti balenieri abbandonati qualche decennio fa. Si tratta di un viaggio piuttosto impegnativo e prevede un periodo di 4 settimane.

antartico2L’Antartico è navigabile solo tra metà dicembre fino a metà marzo, la temperatura oscilla tra lo 0° e i -10°. Con le condizioni giuste e controllando gli spostamenti delle depressioni, si attraversa lo stretto di Drake, 600 miglia di mare aperto, e dopo una navigazione di 3/5 giorni si cerca un ancoraggio nei ridossi delle piccole isole Melchior o sottovento all’isola della Desolazione, facendo attenzione costante ai pericolosi iceberg. Il passaggio ha il nome dell’esploratore Sir Francis Drake, chi lo antartico1navigò nel 1578. Questo canale si trova sulla Convergenza Antartica, un limite naturale di separazione delle fredde acque polari che si sommergono in quelle di superficie subtropicali. Al ritorno lasciata indietro la Penisola Antartica partendo in direzione nord, si riattraversa il Passaggio di Drake, per ritornare alla città d’Ushuaia sulla Terra del Fuoco.

 

Posted on: 02/10/2009, by : admin