L'universo secondo Tolomeo

tolomeo1Claudio Tolomeo è vissuto intorno all’anno 100 d.C. ed è morto nel 170d.C. ad Alessandria d’Egitto, è stato un grande astronomo, matematico, geografo e astrologo greco. É considerato uno dei padri della geografia, fu autore di importanti opere scientifiche, la principale delle quali è il trattato astronomico noto come Almagesto, un opera in tredici libri, in cui ha esposto le sue teorie sulla posizione e il moto dei pianeti, sviluppò un sistema planetario che rappresentò l’unico modello del mondo fino al XVI secolo.sistema sol1L’Almagesto il cui titolo greco originale era Megalé Mathematikè Syntaxis (Grande sintassi matematica), venne tradotto in arabo col titolo di Al-Majisti (Grande composizione). Il nome Almagesto fu tradotto dall’arabo in latino da Gerardo da Cremona nel XII secolo e da qui prese il via la sua diffusione in tutta Europa. In quest’opera Tolomeo propose una teoria che posiziona la Terra immobile al centro dell’universo, e descrive in termini geometrici e matematici i moti e le posizioni dei pianeti, del Sole e della Luna su uno sfondo di stelle fisse. Elaborato sulla base dei dati raccolti dai suoi predecessori, e in tolomeo2particolare da Ipparco, il sistema tolemaico prevede che i corpi celesti, quali la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte, Giove e Saturno, ruotino intorno alla Terra percorrendo orbite perfettamente circolari, dette deferenti. Per spiegare le irregolarità osservate nei moti dei pianeti e i cambiamenti di dimensione e di luminosità dei corpi celesti, Tolomeo sostenne che solo il Sole percorresse il proprio deferente con moto uniforme, e che la Luna e gli altri pianeti, si muovessero su piccoli cerchi, detti epicicli, i cui centri si muovevano a loro volta sui relativi deferenti. L’Almagesto contiene anche un catalogo di stelle con l’elenco di quarantotto costellazioni, probabilmente un aggiornamento di un analogo catalogo compilato sempre da Ipparco.

I metodi di calcolo illustrati nell’Almagesto, integrati poi nel XII secolo dalle cosiddette Tavole di Toledo, di origine araba, furono sufficientemente accurati per i bisogni di astronomi, astrologi e navigatori fino all’epoca delle scoperte geografiche. Questo modello geocentrico fu in seguito sostituito nel corso XVI secolo, dal sistema solare eliocentrico dell’astronomo polacco Niccolò Copernico.

geo1Benché il suo contributo fondamentale sia da cercare nell’ambito dell’astronomia, Tolomeo si interessò proficuamente anche di matematica, anticipando lo studio della trigonometria, e applicò le sue teorie alla costruzione di astrolabi e di meridiane. Di notevole importanza storica è l’opera intitolata Geografia che, assumendo un sistema di latitudine e longitudine, influenzò i cartografi per centinaia di anni, pur non contenendo dati affidabili. Nella prima parte della Geografia vi espone i metodi cartografici che gli avevano permesso di disegnare carte sia dell’intero mondo abitato “mappa dell’oikoumene” che delle singole province romane. Il suo oikoumenè copriva 180° di longitudine, dalle Canarie (nell’Oceano Atlantico) alla Cina, e circa 80° di latitudine, dal Mare Artico all’Estremo Oriente (India Transgangetica) ed all’Africa centrale. La seconda parte Tolomeo-Britannichecontiene le coordinate di 8000 diverse località con le loro latitudini e longitudini. Come avviene anche ai giorni nostri, la latitudine era misurata a partire dall’equatore, per le longitudini invece, Tolomeo fissò il meridiano di longitudine 0 in corrispondenza al territorio più occidentale di cui fosse a conoscenza, le Isole Fortunate, che sono state identificate con le attuali isole Canarie. Le fonti principali dell’opera sulle quali si basò Tolomeo furono l’opera del geografo Marino di Tiro dove trovò i resoconti di viaggi attraverso l’impero romano e la Persia, ma gran parte delle informazioni relative a paesi al di fuori dell’impero erano inaccurate.

Tolomeo fece anche studi sulla riflessione, rifrazione e colore della luce, riportati nell’opera scientifica Ottica.

 

Posted on: 07/10/2009, by : admin