Balenieri in crinolina

baleniereA partire dalla seconda metà del’800 molte donne americane accompagnarono i loro mariti, comandanti di navi baleniere, in viaggi lunghi anche quattro o cinque anni, entrando a far parte di una leggenda e di un mondo che fino a quel momento era stato esclusivamente maschile. Le baleniere partivano dalla costa orientale degli Stati Uniti e dal Nord Europa, ma soprattutto da New Bedford, una città del Massachusset vicino a Cape Cod, che si affaccia sull’Oceano Atlantico. New Bedford fu fondata nella seconda metà del 1600, quando arrivarono nella zona alcuni inglesi appartenenti alla colonia fondata a Plymouth dai Padri Pellegrini sbarcati nel 1621 dal Mayflower, e che acquisirono questi nuovi territori dagli indiani locali sottopagandoli. Le baleniere non erano navi molto grandi, spesso non più lunghe di 30 metri, erano sporche, sovraffollate da equipaggi di una trentina di uomini di tutte le estrazioni sociali e tutte le razze, tra gli addetti alla caccia, gli addetti alle manovre, e gli uomini che si occupavano dell’estrazione dell’olio. Spesso facevano parte dell’equipaggio anche indiani, che volevano provare nuove esperienze, uomini di colore che si imbarcavano per sfuggire alla schiavitù ed agricoltori provenienti dall’interno che cercavano un qualche guadagno dopo una magra stagione, ma anche uomini che volevano sfuggire alla giustizia.

Nave-baleniera-sezioneQuesti uomini si dedicarono alla pesca delle balene già dalla seconda metà del 1700, pratica che divenne l’attività principale e più remunerativa della nuova città, che nel 1800 e per circa un secolo è stata la capitale mondiale della baleneria. Dalle balene pescate si ricavava un olio prezioso conservato in fusti il quale una volta lavorato veniva trasformato in candele di spermaceti, una materia grassa ricavata dalla testa dei capodogli. Sulla via principale della città vennero aperti negozi che esponevano oggetti esotici provenienti da tutte le parti del mondo che i capitani, ed in seguito anche le loro mogli, riportavano dai loro viaggi. Armatori e capitani facevano parte della buona borghesia e vivevano con le loro famiglie in grandi case nella zona più elegante della città che aveva una splendida vista sul porto, questo quando non erano ingaggiati per lunghissimi viaggi che duravano anni, perché la caccia alle balene spaziava dall’Artico al Sud Pacifico.

mary brewster hazeltonPer tutti questi motivi, il fatto che una signora per bene potesse vivere in una simile promiscuità era considerato impensabile, nonché scandaloso e sconveniente. Ma qualcuna si ribellò a questi pregiudizi e alla solitudine e nei primi anni 40 del 1800 la prima signora, Mary-Ann Shermann, si imbarcò con il marito Edward sulla baleniera Harrison. La famiglia ne fu così sconvolta che dichiarò la congiunta “defunta” e fece addirittura erigere una lapide nel locale cimitero. Disgraziatamente la giovane morì a bordo nel 1850, e fu sepolta in una sperduta isola del Pacifico. L’esempio di Mary-Ann fu presto seguito da un’altra donna, Mary Brewster, che salpò nel 1845, e per questo venne ripudiata dalla famiglia. Questo non la fermò e lei seguì il marito William in tutti i suoi viaggi, scrivendo un diario sulle sue esperienze di bordo e chiamando “sister sailor” (sorella marinaio) tutte le signore che le capitava di incontrare durante la navigazione. Infatti molte altre mogli seguirono questi esempi e da allora in poi molte baleniere accolsero a bordo una donna. Molte di questi balenieri al femminile avevano dei figli, che spesso portavano con loro o affidavano a parenti ed amici, e altrettanto spesso si trovavano ad essere incinte durante la navigazione. Non c’era molta scelta, o partorire a bordo, cosa che poteva succedere, o scendere a terra ed i capitani sbarcavano volentieri le mogli in qualche località dove si trovasse una missione protestante o un consolato americano, una delle mete preferite era la Nuova Zelanda, dove i capitani lasciavano le mogli anche durante il periodo in cui, in estate, le baleniere risalivano al Nord, nell’Oceano Artico, dove la pesca era buona ma i rischi enormi. Proprio nell’Artico nel 1871, si verificò uno dei più grandi disastri della flotta baleniera di New Bedford che perse ben 34 navi rimaste bloccate tra i ghiacci, a bordo delle imbarcazioni c’erano circa 1200 persone, tra cui donne e bambini, che iniziarono un esodo sulle lance attraverso le acque ghiacciate per raggiungere altre 7 baleniere che si trovavano più a Sud. Arrivarono tutti sani e salvi, ma le 34 baleniere andarono distrutte e questo fu l’inizio del declino della baleneria di New Bedford, che non si riprese più dal disastro. A bordo delle baleniere le donne facevano una vita appartata, erano praticamente relegate tra la cabina del comandante, il salottino e la sala mensa, non socializzavano con l’equipaggio e per sentirsi a loro agio cercavano di ricreare a bordo la vita domestica. baleniere_La vita a bordo non era facile, dovevano combattere con l’umidità e la muffa, e spesso il mal di mare. A volte durante la navigazione quando due baleniere si incontravano in mare aperto, poteva presentarsi un’occasione mondana, in questo caso si seguiva un rigido cerimoniale, le due navi compivano le opportune manovre per fermarsi, poi il comandante di una baleniera saliva sull’altra e se l’altro capitano aveva con sé la moglie, lui portava anche la sua ed il primo ufficiale della seconda baleniera saliva sulla prima per incontrare l’altro primo ufficiale. In questa occasione le signore indossavano i loro abiti migliori, ed era una grande opportunità di poter incontrare un’altra donna e per avere un vero e proprio incontro sociale, con tanto di tè e magari qualcosa di dolce. Dato che non era facile per una signora, abbigliata con una sottogonna di crinolina, scendere la biscaglina per imbarcarsi sulla lancia, l’unico sistema era quello di calarla dal bordo della nave seduta su una sedia. Queste signore combattevano la noia scrivendo dei diari a cui affidavano i loro pensieri più intimi, ma dove anche registravano gli avvenimenti salienti della navigazione e delle soste a terra. Questi diari sono dei piccoli gioielli, che hanno tramandato fino a noi questo scorcio di vita che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduto.  Questa epoca eroica terminò verso la fine del 1800 quando il petrolio ed il gas di carbone sostituì l’olio di balena per gli usi domestici ed industriali, la caccia alle balene continuò, ma i velieri furono ben presto soppiantati dalle più veloci navi a vapore e gli arpioni venivano sparati direttamente dai cannoncini che si trovavano sulla nave e non dagli uomini. La grande corsa verso l’Ovest americano aveva fatto nascere città e porti lungo le coste della California ed intorno al 1883 San Francisco, più vicina all’Artico ed alle Hawaii, diventò la nuova capitale della baleneria e New Bedford perse il monopolio in questo campo.

Tratto da:

Balenieri in crinolina  di Annamaria Lilla Mariotti         http://www.cosedimare.com/storie/balenieri.php

Posted on: 06/12/2009, by : admin