Trieste al via la Barcolana

E’ tutto pronto per la 42° edizione della Barcolana, la storica regata che si svolge dal 1969 a Barcola, nel golfo di Trieste, quest’anno si svolgerà il 10 ottobre, con l’immancabile colpo di cannone alle ore 10.00. La gara ogni anno si svolge durante la seconda domenica di ottobre e i protagonisti saranno le migliaia di barche provenienti da tutto il mondo. L’anno scorso, nell’edizione 2009, vinse Maxi Jena e vi parteciparono quasi 2000 appassionati, con oltre 350 mila spettatori sulla riva. Ma Trieste è molto più di tutto questo, è il punto di contatto tra i mondi mediterraneo, germanico e slavo, costituisce un vero e proprio concentrato mitteleuropeo, in cui sono presenti le etnie istriana, greca, ebraica e armena, oltre a quella slovena, concentrata soprattutto nell’area carsica della città. Trieste è al confine tra l’Adriatico e il promontorio carsico, avvolta dai profumi della macchia mediterranea, e l’aria è particolarmente tersa soprattutto quando soffia il vento di bora. A Trieste si sono ispirati grandi letterati, come James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba. Trieste accoglie il mare nelle sue viscere, a cominciare da piazza dell’Unità, una tra le piazze più suggestive e ampie al mondo di quelle che si affacciano direttamente sull’acqua. I palazzi di Trieste hanno un’appartenenza neoclassica, liberty, eclettica e barocca e convivono armoniosamente con vestigia romane, edifici del Settecento e di stampo asburgico. La piazza Unità si affaccia direttamente sul mare e sul Molo Audace, dove attraccò la fregata Audace nel 1918, primo presidio italiano a Trieste. Da qui si può intraprendere un bel giro a piedi che porta nei punti più belli e più interessanti della città, infatti da piazza Unità guardando il mare, si possono vedere da sinistra il palazzo del Lloyd, ora sede del consiglio regionale, dietro il municipio, e a destra il palazzo della Prefettura. Di fianco alla piazza c’è il teatro Verdi costruito, nell’800 su progetto dell’Arch. Pertsch, davanti alla Galleria Tergesteo, punto centrale della domenica dei triestini, soprattutto d’inverno nelle giornate di bora. Uscendo dalla galleria si arriva a Piazza della Borsa, al giorno d’oggi il centro di Trieste e si possono ammirare alcuni palazzi neoclassici, la Borsa, la Camera di Commercio, sono tipici dell’architettura triestina, divisa tra lo stile neoclassico di S. Antonio Nuovo in fondo al Canal Grande e di Palazzo Carciotti; invece sono di stile fascista la Questura e la sede del Liceo Dante Alighieri in piazza Oberdan. Da piazza della Borsa, procedendo lungo Corso Italia si attraversa il centro economico-commerciale della città, sulla sinistra di Corso Italia c’è il Borgo Teresiano che raccoglie una serie di vie a graticcio fatte costruire da Maria Teresa d’Austria, grande benefattrice della Trieste dei commerci; la vie sono tutte circondate da palazzi d’epoca in stile neoclassico. Il Borgo Teresiano termina con via Carducci , piazza Oberdan e via Ghega, che delimitano la zona commerciale. Un altro punto di Trieste da non perdere è il Castello di Miramare che fu costruito nell’800 per Massimiliano d’Austria su progetto di C. ]unker, l’arciduca vi abitò con la moglie Carlotta del Belgio; dal 1931 al 1936 fu dimora di Amedeo di Savoia. Gli interni sono ancora originali, ed è molto piacevole la camminata nel parco dove si possono ammirare numerosi tipi di piante, il porticciolo costruito per permettere a Massimiliano di attraccare  e le scuderie adibite a sede di mostre ed esposizioni. La riviera di Barcola porta direttamente verso il centro della città, la stazione ferroviaria è la prima che si incontra e di fianco la Sala Tripcovich, teatro costruito negli anni 80 a tempo di record per sostituire il teatro Verdi che doveva essere ristrutturato. Il Castello di San Giusto domina la città dall’alto del colle omonimo, la forma è piuttosto anomala per un castello, le mura ad esempio hanno solo 3 lati,  pare che per la fretta di difendersi dalle incursioni nemiche i lavori si siano conclusi prima di completare il quarto lato. Il piazzale interno è adibito a spazio per concerti e spettacoli, mentre all’interno del castello sono ancora custoditi degli arredi antichi, e delle armi dell’epoca. Arrivando al castello si possono vedere anche il monumento al milite ignoto del 1939, l’orto lapidario e il Parco della Rimembranza sulla via Capitolina.

La Storia

Le origini della città di Trieste sono antichissime, già nel II millennio a.C. tutto il territorio della provincia di Trieste, fu sede di insediamenti protostorici, i cui abitanti appartenevano ad una popolazione illirica di stirpe indoeuropea. La leggenda vuole che anche il mitologico eroe greco Giasone, sia sbarcato con gli Argonauti alle foci del Timavo. Inoltre, un bosco sacro alle pendici del monte Hermada, sarebbe stato dedicato agli eroi Antenore e Diomede. Sede di un Castelliere preistorico e crocevia di popolazioni venete, istre, carniche e gallo-celtiche, l’antica Tergeste fu, sin dall’antichità, un’ importante centro di scambi commerciali. Dopo aspre lotte, nelle quali il popolo degli Istri fu sconfitto dalle legioni romane, la città entrò a far parte della X Regio Venetia et Istria e nel 56 a. C., ai tempi di Cesare, venne elevata a Colonia romana. Nel 33 a.C., per volere del Console Ottaviano, fu cinta da solide mura, di cui rimane soltanto la porta meridionale, il cosiddetto Arco di Riccardo. All’interno delle mura furono edificate importanti costruzioni quali il Foro ed il Teatro, i cui resti sono visibili ancora oggi sul colle di S.Giusto. Nel Medioevo fu assoggettata da Goti, Longobardi, Bizantini e Franchi e nel X secolo Lotario III la rese feudo vescovile. La città riscattò la sua libertà solo nel XII e XIII sec., quando si costituì libero comune. Tra i sec. XIII e XIV dovette subire frequenti atti di sottomissione alla Repubblica Veneta; negatogli l’aiuto dei signori italici, nel 1382 cercò la protezione di Leopoldo III d’Asburgo, evento che segnò il destino politico di Trieste per oltre cinquecento anni. Nel 1719 Carlo VI decretò, con un editto, la libertà di navigazione, aprendo così le porte al commercio e assegnando alla città il privilegio di Porto Franco. Tale situazione di benessere fu ulteriormente sviluppata da Maria Teresa d’Austria che, concedendo immunità e franchigie, richiamò mercanti ed imprenditori da tutta Europa,  creando così quel cosmopolitismo che ancora oggi si ritrova nei luoghi di culto, nel dialetto e nei cognomi stessi dei triestini. Sotto questo repentino sviluppo il vecchio borgo si espanse notevolmente al di fuori delle mura, guadagnando terreno verso il mare e collegando progressivamente i vari colli che si protendono a ventaglio dall’interno verso la costa. Nell’Ottocento, in un clima di prosperità generale, vennero fondati i grandi gruppi assicurativi e le compagnie di navigazione, si sviluppò la Borsa e crebbe la produzione artistica e culturale. La crescita della città, da un lato ne fece uno dei centri più importanti dell’allora impero asburgico, dall’altro ne rafforzò il sentimento di italianità, sia culturale che politica. Nel 1918 in un tripudio tricolore Trieste venne riannessa all’Italia, perdendo però la sua unicità di porto mitteleuropeo. Con il secondo conflitto mondiale perse delle terre della penisola Istriana, che passarono alla Jugoslavia, e solo nel 1954, con la firma del Memorandum di Londra, Trieste e il suo entroterra furono definitivamente restituiti all’Italia.

Posted on: 05/10/2010, by : simona