La storia del diporto

L’uomo fin dai tempi più antichi ha navigato anche solo per un puro piacere, e non solo per scopi di sopravvivenza o commercio, ne sono testimonianza i molti reperti archeologici ritrovati in tutto il mondo. Nell’Età Ellenistica  sono numerose le testimonianze archeologiche dell’uso diportistico fatto delle navi in epoche remote alcune delle quali venivano costrite unicamente per lo svago. Tolomeo IV Philopater, sovrano egizio vissuto tra il 244 e il 204 a.C., fece costruire la Thalamegos, una nave da crociera per il Nilo, era un catamarano lungo più di 115m e largo 14m, diviso su due piani con differenti stanze e corridoi preziosi, quello superiore per la regina, quello più in basso per il faraone. I piani erano circondati da colonne come un tempio, ai piani più bassi erano state collocate le stanze dei servi. Nella prima versione la nave era spinta esclusivamente da remi, ma nelle successive vennero aggiunti alberi e vele, consentendo una propulsione mista. Sembra che proprio a bordo del Thalamegos Cleopatra convinse Giulio Cesare a non annettere l’Egitto alle colonie romane. Così venne descritta da Plutarco: “Avanzava mossa da fila di remi rivestiti d’argento, che fendevano l’acqua al ritmo della musica suonata da flauti, pifferi e arpe. Le vele di lino color porpora, appena mosse dalla brezza sui corti alberi, contribuivano a dare imponenza allo spettacolo. La poppa rivestita d’oro, mandava bagliori sotto il sole e, all’ombra di un tendalino ricamato in oro, sedeva l’affascinante regina d’Egitto”.

I personaggi più agiati dell’antica Roma, accedevano direttamente alle loro navi di lusso, dai pontili delle loro ville sul mare lungo la costa della Campania. Caligola si fece costruire sul lago di Nemi due navi imponenti a chiglia piatta  per trascorrere le sue giornate di ozio. Entrambi gli scafi erano realizzati in robusto fasciame di pino non calafatato, ma rivestito completamente di tessuto di lana imbevuto di resina e ricoperta da una lamina di piombo. La nave più grande era lunga 73m e larga 24m. La zona di poppa era stata riservata agli ambienti chiusi, alcuni dei quali addirittura riscaldati grazie ad un sistema di intercapedini chiamato hypocaustum. A prora era stata realizzata un’area legata al culto religioso. Comunque è palese che il diporto praticato in questo periodo fosse riservato ad una strettissima cerchia aristocratica.

Nel 1453 con la caduta di Costantinopoli, i turchi conquistarono il monopolio del trasporto delle merci preziose provenienti dall’Asia. Questo costrinse l’Europa a cercare nuove vie alternative per raggiungere la Cina e l’India. Grazie a questa nuova esigenza, ebbe inizio l’epoca delle grandi scoperte geografiche, realizzate da personaggi come Cristoforo ColomboAmerigo Vespucci,  Vasco de Gama e Ferdinaindo Magellano che per primo circumnavigò la terra.

La prima grande impresa commerciale europea risale al XVI secolo ed era olandese, chiamata Compagnia Olandese delle Indie Orientali, strinse rapporti oltre che in Europa, anche con molti stati africani e asiatici. Questa sua notorietà la espose maggiormente, durante le navigazioni, agli attacchi da parte dei pirati. Per proteggere i propri trasporti, la Compagnia Olandese fece scortare le proprie navi da piccole imbarcazioni chiamate jaght schip. La parola  jaght da cui deriva il termine inglese yacht significa infatti cacciare, rincorrere, inseguire. Inizialmente questi primi yacht erano utilizzati raramente per il diporto. Il principe Carlo II d’Inghilterra, costretto all’esilio dopo l’abolizione della monarchia  da parte di Oliver Cromwel, trovò ospitalità in Olanda, dove imparò ad apprezzare la navigazione da diporto, grazie anche all’imbarcazione che il principe di Orange fece costruire appositamente per lui. E successivamente quando Carlo II riconquistò il suo trono, l’Olanda gli donò uno yacht di nome Mary, costruito a Rotterdam, lungo 15,8m, largo 5,8m e con un pescaggio di 3m.

Re Carlo II si fece costruire in Inghilterra dal costruttore Cristopher Pett il Catherine, uno yacht con il nome della sua futura sposa, con una lunghezza di 16,7m e una larghezza di 5,8m. Mentre Peter Pett realizzò per il duca di York, fratello del re, lo yacht Anne. Entrambi gli yacht avevano un pescaggio di 2,1m, con un solo albero, una randa, fiocco e controfiocco. Nel 1661 l’Olanda donò un altro yacht al re di nome Bezan. Con quattro imbarcazioni a disposizione, il re si cimentò nella prima regata della storia, a bordo di Catherine, contro il fratello a bordo di Anne, sul tratto di fiume che da Greenwich porta a Gravesend e ritorno. Il re vinse la sfida sulla via del ritorno. Nel 1663 la flotta inglese contava 26 imbarcazioni, costruite dai fratelli Pett insieme ad altri pochi costruttori, queste imbarcazioni non presentavano più delle derive laterali ma delle chiglie fisse centrali.

Con il diffondersi delle manifestazione di yachting e di regate, i partecipanti sentirono il bisogno di unirsi in squadre distinte, e nel 1720 nel Sud Ovest dell’Irlanda nacque il Water Club of Cork, il primo yacht club al mondo. Nel 1775 il duca di Cumberland, per una regata da disputarsi dal Westminster Bridge al Putney Bridge e ritorno, mise in palio una coppa d’argento. Furono in venti le barche partecipanti alla gara e i concorrenti costituirono la Cumberland Sailing Society, il primo yacht club d’Inghilterra. Ma il primo vero yacht club simile a quelli odierni, è il Royal Yacht Squadron fondato nel 1813.

Per quanto riguarda le crociere si cominciarono a praticare già durante il regno di Carlo II sull’estuario del Tamigi. Si registra invece nel 1898 il primo giro del mondo in solitario, effettuato dal capitano Joshua Slocum a bordo dello Spray, armata a yawl, lunga 11,2m, larga 4,3m e con un pescaggio di 1,2m.

Posted on: 18/02/2011, by : simona