IL CERCHIO CELTICO

Aprirsi all’avventura leggendo e vivendo esattamente gli eventi come lo scrittore li descrive, senza esitazione o dubbi. Lasciare spazio all’immaginazione e alla fantasia lasciandosi trasportare da un racconto avvincente, ricco di suspence e colpi di scena e trattenere il fiato per un attimo interrompendo la lettura per rituffarcisi dentro in un solo attimo. Mille protagonisti, mille verità, mille orizzonti.

Un libro, questo Cerchio Celtico,  che ammalia, strega e cattura. Impossibile o quasi distogliere l’attenzione da un racconto e un ritmo incalzanti, da una storia che ci avvince e che segna il passo. Un trhiller marinaro ambientato nei nostri giorni nei mari del nord tra la Danimarca e la Scozia, ma che potrebbe essere contestualizzato in un’altra qualsiasi epoca e in un altro qualsiasi mare, per una storia senza tempo nè spazio.

Una prova eccezionale per Bjorn Larsson, scrittore eclettico e affascinante, per il suo modo di scrivere e descrivere, per la sua scrittura fluida e semplice come il mare solcato dal Rustica, il vero protagonista di questa storia. Il Rustler 31 che è stato la casa dello scrittore per cinque lunghi anni passati nel Mar del Nord. Col Rustica Ulf e Torben partono sulle tracce di quell’organizzazione segreta che persegue con ogni mezzo in Irlanda, Scozia, Bretagna la liberazione del popolo celtico.

Quindi ecco mistero e trame fitte per la storia di un popolo tra i più segreti del pianeta, pieno di fascino creato da una storia e una civiltà millenaria che crede a tal punto nella parola da rifiutare la scrittura per non toglierle potere vitale. Il tema di fondo che sentiamo durante la lettura, aldilà del mistero, del pericolo, della navigazione tra frangenti di dieci metri e passaggi da perdere il fiato, quello che avvertiamo maggiormente è il desiderio di libertà e conoscenza che, se nello specifico, riguarda il popolo celtico, potrebbe riguardare noi stessi, la nostra stessa vita, il nostro stesso credo: questo rende unico il libro che oggi presentiamo. Un messaggio di riappropriazione della nostra vita sempre misurata tra cartellini timbrati e appuntamenti di lavoro, una vita che Bjorn Larsson, forse inconsciamente, ci consiglia di liberare, di lasciare andare come il Rustica sulle onde.

Posted on: 05/04/2011, by : simona