DOSSIER ANCRES

In una sobria ma elegante custodia, ricoperta con tela verde e chiusa da due nastri di seta dello stesso colore, due preziose  raccolte di riproduzioni anastatiche sono conservate ed offerte ad un pubblico di appassionati intenditori.

L’opera, curata da Giovanni Santi Mazzini, vide la luce nel 1993 presso l’editore Pharos in soli 350 esemplari, ed attualmente  è di difficile reperibilità.

Ciascuna delle due raccolte è presentata sotto forma di un fascicolo accuratamente rilegato. Nei due fascicoli sono riprodotte due pubblicazioni di grande interesse storico e tecnico:

“La fabrique des ancres” (54 pagine di testo e 17 tavole) di Renè Ferchauld de Rèaumur del 1761 ed il capitolo intitolato “Forge des ancres” (13 pagine di testo e 13 tavole) della famosa “Encyclopèdie”  del 1780 di Henri Louis Duhamel du Manceau.

Con grande precisione e ricchezza di dati e dettagli vi sono descritte le ancore stesse nonché le varie parti che, unite  fra loro a mezzo forgiatura, contribuivano alla formazione definitiva del manufatto. Molto interessanti sono altresì le illustrazioni riguardanti i metodi di lavorazione e gli strumenti utilizzati per la produzione, a quei tempi assai impegnativa, di tali pezzi d’attrezzatura completamente in ferro battuto (salvo il ceppo in legno di quercia): i più grandi, finiti e pronti all’imbarco, pesavano anche quattro tonnellate ed avevano un fusto lungo anche cinque metri. Normalmente, assicurate ad enormi cavi di canapa (a questo scopo le catene cominciarono ad essere utilizzate solo a metà ottocento) ben quattro di tali ancore di grandi dimensioni, oltre a molte altre più piccole, costituivano la dotazione di un vascello di fine settecento e principio ottocento, dei tempi cioè di Nelson e Napoleone.

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Posted on: 25/01/2012, by : admin