Con "Fish Fight" per salvare i nostri mari

La salute dei nostri mari è sempre più critica, solo qualche giorno fa una balenottera comune di oltre 17 metri di lunghezza e circa 2,5 tonnellate di peso si è spiaggiata in una piccola ansa del litorale di Rosignano, in provincia di Livorno. Lo ha rivelato una nota dell’Arpat Toscana, che svela anche come, in realtà, già il 17 marzo l’esemplare era stato avvistato lungo le coste di San Vincenzo, prima che il mare in tempesta ne spingesse a riva la carcassa.

L’Osservatorio Toscano dei Cetacei della Regione Toscana ha, informato prontamente il Ministero dell’Ambiente e del Mare in ottemperanza a quella che è la rete di recupero nazionale e ARPAT, a supporto dell’OTC, sta coordinando l’intervento di recupero, collaborando conla Guardia Costierae l’Assessore del Comune di Rosignano al fine di valutare il da farsi. Sono previste anche altri tipi di analisi da parte dell’Università di Siena e dell’Istituto Zooprofilattico di Pisa. Il ritrovamento giunge a distanza ravvicinata con la morte di decine e decine di delfini per cause ancora non stabilite, proprio nel Santuario che dovrebbe proteggerli. Sono almeno 85 fino a oggi le carcasse rinvenute sulle coste e, tra gli ambientalisti, c’è chi parla di possibili esperimenti militari o di pericolose ricerche condotte dalle compagnie petrolifere. Per il Ministero dell’Ambiente è molto più probabile, invece, che si tratti di infezioni batteriche e virali. Fatto sta che tra bidoni tossici, navi dei veleni, naufragi di imbarcazioni da crociera, arsenico e mercurio provenienti da note industrie chimiche della zona, l’inquinamento di uno dei tratti di mare più importanti per la biodiversità sta mettendo a dura prova madre natura.

Ma cosa si può fare per migliorare la salute dei nostri mari?

La Oceanus con il progetto “Fish Fight” sta facendo qualcosa di concreto.

Oceanus è fra le organizzazioni mondiali che collabora alla campagna internazionale “Fish Fight“. Una mobilitazione delle coscienze che sta contagiando tutto il mondo, con l’obiettivo di attuare nuove strategie sostenibili per i nostri mari! Oggi la metà di tutto il pescato del Mare del Nord si rivela inutile al mercato tanto da essere rigettato in mare morto. La conseguenza di sistemi di pesca non selettiva, le quote che i pescatori sono tenuti a rispettare, un mercato miope che condanna o esalta determinate specie è l’inesorabile impoverimento degli stock ittici e la compromissione degli ecosistemi marini.

Noi tutti abbiamo il potere di cambiare le cose. Siamo in grado di ripristinare la salute dei nostri mari e la produttività attraverso la cura, l’azione, scegliere una spesa consapevole, la riduzione del pescato e la riforma della pesca, la creazione di aree marine protette (AMP) e tanto altro…

Ad esempio, nel 2009 e 2010 Oceanus ha scelto Napoli anche per celebrare la Giornata Mondiale della Pulizia di Spiagge e Fondali manifestando attraverso queste ed altre iniziative, anche legali, la necessità di tutelare il territorio campano. Sempre a Napoli, il progetto “Un’Altra Napoli” ha l’obiettivo di documentare con materiale fotografico e video la straordinaria biodiversità dei fondali delle acque del Golfo Partenopeo, unitamente alla già nota ricchezza archeologica. La costa del Golfo di Napoli infatti, ha visto nascere e svilupparsi fin dall’epoca greca e romana importanti e fiorenti porti e città. Il Parco Sommerso di Baia è oggi considerato da molti diver la “Pompei subacquea” per la straordinaria ricchezza di reperti archeologici. Sono visibili, infatti, i resti colossali della Terme di Baia, numerosi mosaici, colonnati e perimetri di edifici di epoca romana. Per le immersioni nel Parco di Baia Sommersa è necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta. Le immagini catturate hanno rilevato una vitalità inaspettata. Alla scoperta delle meraviglie delle acque del Golfo di Napoli partecipano anche Diver volontari,  assistiti e guidati dagli uomini di Oceanus.

Partecipa e diventa parte attiva della Campagna “Fish Fight” compilando con i tuoi dati il form su: www.fishfight.net

Il tuo nome sarà aggiunto come firmatario ad una lettera da inviare al Commissario Maria Damanaki, ai membri del “Common Fisheries Policy Reform Group” ed ai parlamentari europei.

 

Posted on: 22/03/2013, by : admin