Il Faro di Kéreon – Bretagna – Francia

Il faro di Kéreon è stato costruito sullo scoglio di Men Tensel “la roccia arcigna” nel canale di Fromveur, al largo della costa sud orientale dell’isola di Ouessant in Bretagna (Francia). È un faro offshore, ovvero completamente circondato dal mare. La costruzione iniziò nel 1907 e continuò tra mille difficoltà proprio perché eseguita sul passaggio di Fromveur, dove vi sono delle fortissime correnti che rendono la navigazione molto insidiosa.

Nel 1910, grazie alla donazione di 585.000 franchi della pronipote di Charles-Marie Le Dall de Kéréon, un ufficiale della Marina Francese che venne ghigliottinato nel 1794 all’età di 19 anni, il progetto venne modificato e la costruzione prevista venne ingrandita. È proprio per questo che il faro ha preso il nome di Kéreon. I lavori, come per tutti gli altri fari in alto mare, sono stati lunghi e portati avanti con grandi disagi e difficoltà. L’ingegnere che dirigeva i lavori rischiò di annegare, così come altri uomini, ma sono andati avanti e nonostante lo scoppio della guerra nel 1914, la torre, alta 41 metri, è stata completata e accesa il 25 Ottobre 1916.

Il faro ha l’aspetto di un palazzo imponente con una torre che si innalza da una base quadrata, spesso sommersa dal mare, grandi finestre, una sopra l’altra, si aprono lungo la sua altezza, che culmina in una terrazza rotonda sporgente, sorretta da contrafforti in pietra e circondata da un muro, che regge la grande lanterna in ferro dipinta di bianco.  Questa lanterna lancia un lampo bianco ogni 5 secondi ed ha un settore rosso di 131° compreso nella rotazione che a 248° e a 190° indica pericolo. Alimentato dapprima a petrolio, nel 1972 venne elettrificato grazie a due mulini a vento, sempre sorvegliati da due elettricisti presenti all’interno del faro.

Dall’ampio ingresso si sale per una scala a chiocciola raggiungendo prima la cucina chiara e spaziosa, poi le ampie stanze dei guardiani e infine, in  alto, al quarto piano, si apre il grande, bellissimo salone d’onore. Questa stanza rotonda ha un  diametro di sei metri, le pareti sono in boiserie di quercia  di Ungheria, con una stella scolpita al centro e la grande rosa dei venti in ebano e mogano.  La stanza è dominata da una gigantesca scrivania alla quale i guardiani si sedevano due volte al giorno per compilare il loro rapporto giornaliero e per mettersi in contatto con il Servizio fari di Brest. Tutte le stanze sono fastose, gli interni sono in legno, i letti dei guardiani sono, alla moda bretone, delle cuccette ricavate dentro la parete, con delle ante che si possono chiudere, per ripararsi dal rumore del vento e delle onde.  Certo, il portare tutto l’arredamento nel faro non è stato facile, ogni pezzo ha dovuto essere trasportato via mare e sollevato per mezzo di argani.

Su questo scoglio non esiste un approdo per le barche così questa operazione diventa molto pericolosa,  gli uomini si calano tramite un cavo sospeso su un mare sempre agitato e percorso da forti correnti. Quello di Kéréon è stato l’ultimo faro  abitato in Francia, il 29 gennaio del 2004 i guardiani lo hanno lasciato per sempre, scendendo giù per il cavo, come avevano sempre fatto, per raggiungere la barca che li ha raccolti, la Stampa ha dato molto risalto alla spettacolare evacuazione effettuata con barche ed un elicottero in una bellissima e inusuale giornata di fine gennaio con un bel sole e mare calmo. L’automatizzazione ha preso il loro posto, il faro è controllato a distanza, da un centro installato nel faro di Créac’h presso l’isola di Ouessant, uno dei 23 fari che si trovano a Finistère.

Posted on: 13/05/2013, by : admin