Il Faro di San Venerio – Isola del Tino – Porto Venere

Il faro di San Venerio, è situato sull’Isola del Tino una piccola isola del Mar Ligure all’estremità del golfo di La Spezia. L’isola è stata inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco nel 1997, come le vicine isole di PalmariaTinetto, Porto Venere e le Cinque Terre. Dista 500 metri da Palmaria, un’isola poco più grande e a due miglia dalla terraferma di Porto Venere. Lo scoglio ha un perimetro di quasi 2 km.

L’Isola del Tino è anche nota come l’isola di San Venerio, che nacque nella vicina Palmaria, patrono del Golfo della Spezia e dal 1961, protettore dei fanalisti italiani poiché il santo, per tutta la sua vita, si occupò di tener acceso un falò per i pescatori della zona. Venerio visse in eremitaggio sull’isola sino alla sua morte, avvenuta nel 630. In sua memoria, sulla sua tomba, fu costruito dapprima un piccolo santuario nel VII secolo e nel XI secolo un monastero benedettino i cui ruderi sono tuttora visibili sulla costa settentrionale dell’isola.

La costruzione del faro (44°01’35” N-9°51’58”E) iniziò nel 1839 su un preesistente forte napoleonico. Si trova a 117 metri sul livello del mare: ha un’ottica rotante con tre lampi bianchi ogni 15 secondi visibile a 25 miglia e illumina il settore che confina a nord ovest con la Lanterna di Genova e a sud con il faro di LivornoÈ sicuramente un esempio di costruzione fortificata neoclassica, pur avendo subito numerose modifiche nel corso del tempo. 

Fu re Carlo Alberto che volle la costruzione di quest’opera e il primo combustibile utilizzato fu olio vegetale, seguito successivamente dal carbone. Nel 1884 venne costruita un’altra torre, più alta di quella originaria, alla cui sommità vennero poste delle lenti ottiche ad incandescenza, alimentate elettricamente da due macchine a vapore. Siccome questo sistema dava troppa potenza al fascio di luce prodotto, nel 1912 l’impianto venne sostituito con uno a vapori di petrolio. 

Grazie all’arrivo dell’energia elettrica il faro venne elettrificato, mentre la completa automazione avvenne nel 1985Attualmente il faro è completamente controllato e gestito dal Comando di Zona Fari della Marina Militare con sede a La Spezia (che tra l’altro si occupa di tutti i fari dell’Alto Tirreno). Di sera, da Lerici (che si trova dal lato opposto del golfo della Spezia) o dalle Cinque Terre è possibile vedere i suoi lampi nell’oscurità del mare.

L’isola è interdetta al pubblico poiché zona militare, tranne il 13 settembre giorno di San Venerio (dalle ore 08:00 alle 18:00) e la domenica successiva, le visite sono coordinate dalla curia vescovile della SpeziaIn ogni caso, anche in questi giorni, le visite sono limitate all’approdo, alla retrostante scogliera, all’Area Sacra, all’Area Museale, un piccolo museo di reperti antichi, alla strada ed alla scalinata che, intersecandosi, le raggiungono. Tutto il resto dell’isola, cioè la maggior parte, è interdetto compreso l’accesso alla parte superiore dell’isola, incluso il faro, ed alla possibilità di ammirare parte del panorama, infatti dalla parte dell’isola che in questi giorni è visitabile, si possono ammirare il Golfo della Spezia e la Palmaria, ma non si vede la pur vicinissima Isola del Tinetto.

Posted on: 03/06/2013, by : admin