"The Ocean Clean Up": ovvero come un ragazzo di 19 anni olandese vuole pulire gli oceani dalla plastica.

Nel 2011 durante le sue immersioni in Grecia l’allora sedicenne olandese Boyan Slat si accorge che nel mare vi erano più rifiuti di plastica che pesci. Così è nato il suo progetto, “The Ocean Clean Up”, dall’osservazione e dalla ricerca di una soluzione possibile a ciò che fino ad oggi è stato considerato un problema irrisolvibile, la pulizia degli oceani dalla plastica, sia per le ingenti risorse finanziarie necessarie che per la durata secolare delle operazioni.

Così ogni anno milioni di tonnellate di plastica inquinano i nostri mari, uccidendo oltre un milione di uccelli marini e centomila mammiferi marini. Tutto ciò provoca un impatto ingente sulla salute umana e causa miliardi di dollari di danni economici.

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La sua soluzione è un concetto di pulizia passiva degli oceani dalla plastica in pochi decenni utilizzando le correnti marine lasciando così che gli oceani si puliscano da soli trasformando questo in uno dei più grandi ed importanti progetti di pulizia della storia dell’uomo.

La “Ocean Cleanup foundation” fondata da Boyan Slat (olandese, 27-07-1994),  ora vanta la collaborazione di più di 100 volontari, principalmente scienziati e ingegneri ed il sostegno di oltre 15 istituzioni e aziende e 3000 finanziatori che hanno permesso di finanziare la ricerca e di sperimentare la reale fattibilità del progetto.

Ma vediamo nel dettaglio il problema  e la sua soluzione.

PROBLEMA

“Great Pacific Garbage Patch” ( Isola di plastica del Pacifico)

– E ‘una delle 5 aree chiamate “spirali”, dove le correnti oceaniche convergono, concentrando l’inquinamento di plastica;

–  Ogni km quadrato di vortice contiene centinaia di migliaia – fino a milioni – di rifiuti di plastica;

– La concentrazione di plastica è estremamente elevata, e si sviluppa nel corso di milioni di km quadrati;

– In totale si stima 500.000.000 kg di plastica galleggiante negli oceani;

– Oltre centomila mammiferi e un milione di uccelli marini muoiono ogni anno a causa di questo materiale plastico, tramite ingestione o perchè restano     impigliati tra i rifiuti;

– La sopravvivenza di molte specie, tra cui la foca monaca hawaiana e la tartaruga “Caretta, Caretta”, potrebbe essere compromessa da detriti di plastica;

– Sostanze chimiche e tossiche (compresi i PCB e DDT) sono assorbiti dalla plastica, aumentando la loro concentrazione più di un milione di volte;

– Dopo essere ingeriti dai pesci, questi inquinanti organici persistenti si acculumano e confluiscono nella nostra catena alimentare;

Che ne direste di un bel trancio di tonno al polimero?

LA SOLUZIONE

I Metodi di pulizia convenzionali

– I metodi di pulizia convenzionali sono basati sull’uso di navi che trascinano reti;

– Questo tipo di intervento richiede miliardi di dollari e migliaia di anni;

– Le reti inoltre così concepite catturano specie marine e le emissioni delle navi vanificano il lavoro;

Il concetto “Cleanup Ocean”

– Principio di base: “Perché passare attraverso gli oceani, se gli oceani possono muoversi attraverso te? “

– Il progetto è costituito da una serie di barriere galleggianti che catturano passivamente e concentranoi i detriti ed una piattaforma di ‘raccolta’ che li estrae efficacemente. La corrente oceanica passa sotto le barriere, evitando la cattura accidentali delle forme di vita marine;

– Per dimostrare la validità del concetto “Cleanup Ocean” è stato eseguito uno studio durato 400 giorni che ha prodotto un rapporto di 530 pagine che dimostra la sua validità su larga scala.

– La maggior parte delle materie plastiche si concentrano sulla superficie marina e scendono fino alla profondità di 3 metri, e saranno raccolte dalle barriere galleggianti;

–  La plastica viaggia lungo le barriere, comprovata da entrambe le simulazioni al computer, e un test su una barriera lunga 40 m lunga barriera efettuata nell’Oceano Atlantico;

– L’impatto ambientale del concetto è trascurabile;

– Non vi sono particolari ostacoli di natura giuridica;

– La plastica estratta può essere facilmente riciclata e trasformata in olio tramite il processo chiamato “pirolisi”;

–  Quasi la metà della plastica del Nord del Pacifico (circa 70.000.000 kg) può essere rimosso entro 10 anni come dimostrato dagli studi effettuati;

– La più grande struttura mai realizzata sugli oceani, da due ordini di grandezza;

–  La struttura è composta da una singola matrice di 100 km: due bracci superiori ai 50 km in una configurazione a forma di V che concentrano la           plastica, con una piattaforma di raccolta posta al centro;

–  La piattaforma ha una dimensione di 10.000 m3 di buffer, e verrà svuotato ogni mese all’incirca;

–  Una struttura alimentata da 162 pannelli solari che agiscono come produttori di energia per le stazioni galleggianti;

–  La Cleanup Ocean stima il costo di rimozione 1 kg di plastica in € 4,56;

– Questo procedimento è 33 volte più conveniente rispetto ai tradizionali metodi di pulizia degli oceani e secondo una stima 7900 volte più veloce;

Per rendere attuabile il progetto la fondazione ha lanciato una campagna di crowd funding internazionale.

La campagna di crowdfunding, lanciata da Boyan Slat  ha come scopo quello di raccogliere due milioni di dollari in appena 100 giorni. In una settimana ne ha già raccolti 184.000. I rifiuti di plastica verranno raccolti volta per volta, a seconda delle donazioni: con 4,56 euro è possibile raccogliere 1 kg di rifiuti dall’oceano mentre con 550 euro ben 120 kg.

Le premesse sono buone quindi ti invitiamo a sostenere il progetto anche con una piccola donazione per permettere a Boyan di realizzare la sua “impresa impossibile” e pulire gli oceani dai rifiuti di plastica!

Leggi il report completo: theoceancleanup.com 

 

Posted on: 24/06/2014, by : admin