La stampante 3D a bordo per costruire pezzi di ricambio

La stampante 3D di Gaetano Mura sperimenta a bordo del suo class 40 Bet1128.

L’associazione Lisca Bianca e Gaetano Mura hanno collaborato per sperimentare la possibilità di realizzare pezzi di ricambio direttamente a bordo dell’imbarcazione in navigazione con l’utilizzo di una stampante 3D.

L’idea è nata durante l’incontro di Mura con i ragazzi di Lisca Bianca, un’associazione che si occupa di integrare attraverso il lavoro – in questo momento stanno restaurando una barca in legno che fece il giro del mondo – ragazzi provenienti dall’Istituto penale per minorenni di Palermo, ex tossicodipendenti e migranti.

Francesco Belvisi il tecnico visionario di Lisca Bianca ha montato sulla barca di Gaetano Mura una stampante 3D e Mura l’ha utilizzata in navigazione tra Palermo e Cagliari per stampare l’elica di un idrogeneratore, simulazione di un danno che molti navigatori hanno avuto realmente.

Lisca Bianca a bordo con il navigatore Gaetano Mura per la sperimentazione di un nuovo modo di intendere la manutenzione in navigazione.

L’abilità di trovare soluzioni nuove e veloci ai problemi, la fiducia nei confronti dei propri compagni di equipaggio, il coraggio di sperimentare nuove rotte: sono questi gli elementi che permettono a chi va per mare di riconoscersi in un gesto, in uno sguardo. E così è stato anche per il team di Lisca Bianca con il navigatore oceanico Gaetano Mura: una mail, una telefonata, il racconto di una storia romantica e di un progetto di integrazione e inclusione e il feeling è spontaneo, immediato.

E, come spesso accade, dalla condivisione di una certa visione del mondo e dalla volontà di dare fiducia nascono le collaborazioni migliori. Parlando e raccontando, Gaetano propone a Lisca Bianca di studiare una soluzione a uno dei problemi più comuni per chi attraversa gli oceani, anche in solitaria: che fare se si rompe un pezzo in una barca a vela? Sostituirlo o ripararlo? Spesso le riparazioni non sono possibili e, d’altro canto, per ovvi motivi di ingombro e peso non si può disporre di una scorta di tutti i pezzi necessari.

La stampante 3D è stata posizionata al centro della barca e, nonostante le accelerazioni, è stata in grado di produrre un oggetto in plastica con un buon livello di definizione.

L’incontro ha preso il nome di Trans Island Project: un ponte tra Sardegna e Sicilia, in cui la sperimentazione tecnologica va a braccetto con la responsabilità sociale. 

La sperimentazione sul class40 bet1128 è stata molto utile perché può permettere di risolvere numerosi problemi durante navigazioni lunghe. Garantisce più sicurezza in condizioni estreme, dove non è possibile aggiustare alcuni strumenti.

L’esperimento è riuscito e apre il campo a diverse applicazioni. Insomma, Trans-Island Project è solo l’inizio: ed è l’ulteriore conferma del fatto che la tecnologia non debba ridursi a una moda ma debba essere impiegata come una risorsa funzionale al problem-solving.

L'Associazione Lisca Bianca ha tante idee in cantiere e ha voglia di portarle avanti, seguendo il principio per cui tradizione e innovazione possono convivere. Anche Gaetano Mura ha tanti obiettivi e progetti, e questo inizio è una base di condivisione, personale e tecnica, da cui partire.

Posted on: 20/06/2016, by : simona