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	<title>Il blog del mare</title>
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	<description>di Ottante</description>
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		<title>DOSSIER  ANCRES</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:25:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[I Libri del mare]]></category>
		<category><![CDATA[DOSSIER ANCRES]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Santi Mazzini]]></category>
		<category><![CDATA[La fabrique des ancres]]></category>
		<category><![CDATA[Renè Ferchauld de Rèaumur]]></category>

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		<description><![CDATA[In una sobria ma elegante custodia, ricoperta con tela verde e chiusa da due nastri di seta dello stesso colore, due preziose  raccolte di riproduzioni anastatiche sono conservate ed offerte ad un pubblico di appassionati intenditori. L&#8217;opera, curata da Giovanni Santi Mazzini, vide la luce nel 1993 presso l&#8217;editore Pharos in soli 350 esemplari, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC02690.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1454];player=img;" title="DSC02690"><img class="alignright size-medium wp-image-1455" title="DSC02690" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC02690-260x300.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a>In una sobria ma elegante custodia, ricoperta con tela verde e chiusa da due nastri di seta dello stesso colore, due preziose  raccolte di riproduzioni anastatiche sono conservate ed offerte ad un pubblico di appassionati intenditori.</p>
<p>L&#8217;opera, curata da Giovanni Santi Mazzini, vide la luce nel 1993 presso l&#8217;editore Pharos in soli 350 esemplari, ed attualmente  è di difficile reperibilità.<span id="more-1454"></span></p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC02700.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1454];player=img;" title="DSC02700"><img class="alignright size-medium wp-image-1457" title="DSC02700" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC02700-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Ciascuna delle due raccolte è presentata sotto forma di un fascicolo accuratamente rilegato. Nei due fascicoli sono riprodotte due pubblicazioni di grande interesse storico e tecnico:</p>
<p>“La fabrique des ancres” (54 pagine di testo e 17 tavole) di Renè Ferchauld de Rèaumur del 1761 ed il capitolo intitolato “Forge des ancres” (13 pagine di testo e 13 tavole) della famosa “Encyclopèdie”  del 1780 di Henri Louis Duhamel du Manceau.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC02703.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1454];player=img;" title="DSC02703"><img class="alignright size-medium wp-image-1459" title="DSC02703" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/DSC02703-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Con grande precisione e ricchezza di dati e dettagli vi sono descritte le ancore stesse nonché le varie parti che, unite  fra loro a mezzo forgiatura, contribuivano alla formazione definitiva del manufatto. Molto interessanti sono altresì le illustrazioni riguardanti i metodi di lavorazione e gli strumenti utilizzati per la produzione, a quei tempi assai impegnativa, di tali pezzi d&#8217;attrezzatura completamente in ferro battuto (salvo il ceppo in legno di quercia): i più grandi, finiti e pronti all&#8217;imbarco, pesavano anche quattro tonnellate ed avevano un fusto lungo anche cinque metri. Normalmente, assicurate ad enormi cavi di canapa (a questo scopo le catene cominciarono ad essere utilizzate solo a metà ottocento) ben quattro di tali ancore di grandi dimensioni, oltre a molte altre più piccole, costituivano la dotazione di un vascello di fine settecento e principio ottocento, dei tempi cioè di Nelson e Napoleone.</p>
<p>Puoi acquistare questa preziosa rarità sul nostro sito: <a href="http://www.ottante.it/ecommerce/product_detail.php?category_id=15&amp;product_id=1380&amp;product=dossier-ancres&amp;category=arte">http://www.ottante.it/ecommerce/product_detail.php?category_id=15&amp;product_id=1380&amp;product=dossier-ancres&amp;category=arte</a></p>
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		<title>Yacht Club Cagliari</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 08:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circoli nautici]]></category>
		<category><![CDATA[cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[VELA]]></category>
		<category><![CDATA[yacht club cagliari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Club fu fondato nel 1964 da un gruppo di appassionati con l&#8217;intenzione di promuovere la vela competitiva, sino ad allora non presente a Cagliari. Il gruppo organizzò le prime regate veliche nelle acque del Poetto. Durante i primi&#8230; anni il Club si concentrò principalmente su regate regionali delle classi Flyng Junior, Flying Dutchman, Ponant [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Club fu fondato nel 1964 da un gruppo di appassionati con l&#8217;intenzione di promuovere la vela competitiva, sino ad allora non presente a Cagliari. Il gruppo organizzò le prime regate veliche nelle acque del Poetto.<br />
Durante i primi&#8230; anni il Club si concentrò principalmente su regate regionali delle classi Flyng Junior, Flying Dutchman, Ponant e Derive S.<br />
Durante gli anni &#8217;70 si aggiunsero anche le classe 420 e 470.</p>
<p>Avendo ormai acquisito esperienza e migliori attrezzature, il Club ottiene dalla Federazione Italiana Vela l&#8217;autorizzazione per l&#8217;organizzazione delle prime regate nazionali.<br />
Allo stesso tempo aumentano gli equipaggi dello Yacht Club Cagliari che partecipano alle regate in Italia e all&#8217;estero.</p>
<p><span id="more-1422"></span></p>
<p>Negli anni &#8217;80 il Club ebbe la possibilità di dimostrare le sue capacità organizzative quando ospitò il Campionato Mondiale Flying Dutchman.<br />
Il duro lavoro portato avanti dallo staff venne ampiamente premiato nel 1981/82 quando lo Yacht Club Cagliari guadagnò il primo posto tra i circoli della F.I.V. per il numero e la qualità delle competizioni vinte dai suoi equipaggi.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/aula.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1422];player=img;" title="aula"><img class="alignright size-full wp-image-1424" title="aula" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/aula.jpg" alt="" width="120" height="91" /></a>Col passare del tempo il Club ha intensificato sempre più le attività sportive sia nell&#8217;ambito della scuola vela che nell&#8217;organizzazione di importanti eventi velici.<br />
Nel 1995 ha ottenuto un prestigioso riconoscimento: è stato infatti inserito tra i dieci migliori club nella classifica redatta dalla rivista Yacht Digest.</p>
<p>Oggi lo Yacht Club Cagliari è leader in Sardegna nell&#8217;organizzazione delle regate e per il numero di gare vinte dai suoi equipaggi durante gli anni.<br />
Il motivo è da ricercarsi sia nella capacità dello staff dirigenziale che nelle condizioni ideali del Golfo di Cagliari, considerate ottimali per ogni tipo di regata.</p>
<p><strong>LA SEDE</strong><br />
Yacht Club Cagliari è situato nel Porticciolo di Marina Piccola, vicino alla spiaggia del Poetto e a 5 Km. dal centro della città.<br />
Il porticciolo di Marina Piccola si trova nel Golfo degli Angeli ( lat.39deg. 12&#8242; N &#8211; long. 09 deg. 10&#8242; E ) nel lato est del promontorio di Capo S.Elia. Ad ovest del porticciolo comincia la spiaggia bIanchissima del Poetto, una spiaggia lunga diversi chilometri e che termina al Margine Rosso, nel territorio del comune di Quartu Sant&#8217;Elena. Dietro la spiaggia del Poetto si trova lo stagno di Molentargius, uno stagno nel quale non è difficile incontrare specie rarissime di uccelli acquatici quali aironi cinerini e fenicotteri.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/marina-piccola_bb.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1422];player=img;" title="marina-piccola_bb"><img class="alignright size-medium wp-image-1425" title="marina-piccola_bb" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/marina-piccola_bb-300x133.jpg" alt="" width="300" height="133" /></a><strong>I SERVIZI</strong><br />
Nel porticciolo sono attualmente disponibili elettricità, acqua, gru da tre tonnellate, guardiania notturna e diurna (per informazioni telefonare a Motomar Sarda spa).<br />
A trecento metri dal porticciolo c&#8217;è un distributore di benzina. Dentro il porticciolo si trovano due ristoranti ( Dal Corsaro e Yacht Club Cagliari ), una pizzeria e una gelateria. Non sono presenti attualmente, dentro il porto, servizi igienici pubblici, noleggio imbarcazioni a vela e motore, servizi stabili di manutenzione motori e imbarcazioni.</p>
<p><strong>SCUOLA</strong><br />
La scuola vela e tavole a vela dello Yacht Club Cagliari si articola per corsi settimanali e bisettimanali per principianti ed iniziati.<br />
È aperta a coloro che, da sei anni in su per la vela e dai 12 anni in su per la tavola a vela, sappiano nuotare.<br />
I corsi sono tenuti da istruttori diplomati presso la Federazione Italiana Vela, coadiuvati da allievi istruttori e secondo programmi federali.<br />
Le lezioni teoriche vengono svolte presso la sede del circolo, le pratiche nello specchio di mare antistante il porticciolo di Marina Piccola &#8211; Poetto.</p>
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		<title>Carloforte e l&#8217;Isola di San Pietro</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 14:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andar per mare]]></category>
		<category><![CDATA[capo sandalo]]></category>
		<category><![CDATA[carloforte]]></category>
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		<category><![CDATA[isola di san pietro]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Isola di San Pietro, a sud ovest della Sardegna, appare come un sogno al diportista che decide di esplorarla in ogni sua parte, miglio per miglio, scoprendone le calette più suggestive e il mare assolutamente trasparente e incontaminato. La costa appare alta e rocciosa, con qualche spiaggia che interrompe la durezza delle rocce offrendo degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Isola di San Pietro, a sud ovest della Sardegna, appare come un sogno al diportista che decide di esplorarla in ogni sua parte, miglio per miglio, scoprendone le calette più suggestive e il mare assolutamente trasparente e incontaminato.</p>
<p>La costa appare alta e rocciosa, con qualche spiaggia che interrompe la durezza delle rocce offrendo degli scorci  mozzafiato.</p>
<p>L’isola è sempre molto ventosa ed è quindi meta ideale per tutti i velisti che cercano il vento buono e la possibilità di ridossi per passare una notte in sicurezza all’ancora.</p>
<p>Infatti, mentre la costa sud, offre ottimi ridossi al maestrale, con ancoraggi comodi e sicuri dato il fondo quasi sempre sabbioso, a nord dell’isola, in particolare nella zona nord ovest a pochissime miglia dall’imboccatura del porto, ci sono ottimi ridossi allo scirocco che può soffiare con forte intensità raggiungendo spesso punte anche di trenta nodi.ù</p>
<p><span id="more-1415"></span></p>
<p>Proprio in quest’ultima zona dell’isola, selvaggia e incontaminata, ci si può ridossare sotto Capo Sandalo, il faro più occidentale d’Italia, nonché uno dei più belli e affascinanti.</p>
<p>In particolare meritano una visita dal mare, Calavinagra, un fiordo bellissimo dall’acqua cristallina dove, dando fondo all’inizio dello stesso si può nuotare o atterrare in costa tranquillamente col tender, per poi di là visitare l’interno dell’isola caratterizzato da una foltissima macchia mediterranea.</p>
<p>Proprio di là, a pochi chilometri si può visitare l’oasi LIPU di Carloforte, per ammirare il Falco della Regina volteggiare nel cielo.</p>
<p>Menzione meritano anche la spiaggia della Caletta, la spiaggia bianchissima e anche la più estesa dell’isola che però non offre ridossi importanti e che non è consigliabile come rifugio notturno.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/carloforte-1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1415];player=img;" title="carloforte 1"><img class="alignright size-full wp-image-1417" title="carloforte 1" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/carloforte-1.jpg" alt="" width="275" height="206" /></a>Lungo la costa sud, raggiungibile solo via mare, dando fondo a circa 3oo mt dalla costa ma facendo molta attenzione al lato ovest per scogli affioranti ma ben visibili di giorno e ben segnalati dalle carte nautiche, si può visitare la costa della Mezzaluna, caratterizzata da una serie di grotte scavate nelle rocce note come commenditi, di origine vulcanica, raggiungibili solo col tender.</p>
<p>Impossibile, ioltre, non notare Le Colonne, due faraglioni di roccia trachitica emergenti dal mare, situati in prossimità della spiaggia della  Bobba, una piccola cala posta di fronte alla costa dell&#8217;Isola di Sant&#8217;Antioco.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/le_colonne2_small.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1415];player=img;" title="le_colonne2_small"><img class="alignright size-full wp-image-1418" title="le_colonne2_small" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/le_colonne2_small.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Carloforte è l&#8217;unico centro abitato dell&#8217;isola. Fu fondata, durante il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori liguri provenienti da Tabarka, un&#8217;isola al largo della Tunisia. L&#8217;origine ligure dei suoi abitanti la si può riscontrare nel dialetto, nelle tradizioni, nei costumi, nell&#8217;urbanistica del paese, come si può notare visitando il suo centro storico, in verità tenuto in maniera non proprio impeccabile, e nella cucina: ottime le trofie alla carlofortina, consigliate per chi ama un primo piatto sostanzioso e saporito.</p>
<p>A farla da padrone è comunque il tonno, che viene pescato nelle tonnare locali e consumato in tutte le varianti possibili. Del tonno non si butta via quasi nulla. La bottarga (uova salate), il musciamme (filetto), il cuore e tutte le interiora sono lavorate dalle abili mani dei tonnarotti, in modo artigianale, nel rispetto delle più antiche tradizioni locali. Agli abili ristoratori dell&#8217;isola va il merito di aver saputo rispettare la tradizione e di aver preso spunto da essa per arricchirla, elaborando nuovi piatti, soprattutto a base di pesce.</p>
<p>A Carloforte, inoltre da qualche anno, un comodissimo e attrezzato marina turistico, può ospitare barche anche piuttosto grosse. Il problema principale è l’ingresso al porto, dati i bassi fondali e le numerose secche soprattutto a dritta rispetto l’uscita. L’ingresso deve essere effettuato traguardando i segnali posti a un paio di miglia dall’ingresso e una costruzione a  terra descritta accuratamente dai portolani della zona.</p>
<p>Il marina è gestito in maniera impeccabile da personale competente, simpatico e molto disponibile.</p>
<p>Insomma una meta ideale per il diportista che vuole passare una vacanza davvero indimenticabile.</p>
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		<title>OTTANTE: corsi di vela e filosofia marinaresca</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 15:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[filosofia del mare]]></category>
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		<description><![CDATA[A grande richiesta da parte di amici e blogger, il nostro Staff, ha deciso di organizzare a partire dalla metà di luglio, un corso di vela e navigazione con obiettivi ancor prima che tecnico-sportivi, di carattere educativo- ambientale! Navigare è, secondo noi, un avvicinamento diretto al mare e agli elementi che lo caratterizzano rendendolo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A grande richiesta da parte di amici e blogger, il nostro Staff, ha deciso di organizzare a partire dalla metà di luglio, un corso di vela e navigazione con obiettivi ancor prima che tecnico-sportivi, di carattere educativo- ambientale! Navigare è, secondo noi, un avvicinamento diretto al mare e agli elementi che lo caratterizzano rendendolo una delle forze più affascinanti e misteriose della natura.</p>
<p><span id="more-1409"></span></p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/tanit.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1409];player=img;" title="tanit"><img class="alignright size-medium wp-image-1410" title="tanit" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/tanit-230x300.jpg" alt="" width="230" height="300" /></a></p>
<p>Navigare è allora un&#8217;esperienza quasi spirituale, mistica oseremmo dire, e viaggiare per mare rappresenta ciò che di più antico, sia a livello di sfida che di necessità, l&#8217;uomo ha cominciato ad affrontare. I racconti, i libri, le enciclopedie del e sul mare si contano a milioni; milioni pubblicazioni che per secoli hanno cercato di svelare i segreti e le bellezze di quest&#8217;elemento, migliaia di studiosi di ogni disciplina ne hanno trattato nei loro scritti, ma il fascino del mare resta immutato e stabile nella storia. Tra le migliaia di miglia che abbiamo percorso con la nostra barca attraverso l&#8217;Oceano e il Mediterraneo, non abbiamo mai smesso di rispettare il mare ovunque e sempre, cercando di imparare sempre qualcosa anche dalle piccole uscite davanti al porto piuttosto che da lunghe  traversate tra marosi di tre metri!</p>
<p>Abbiamo perciò pensato di mettere a disposizione degli amici di Ottante e no, la nostra modestissima esperienza, volendo così condividere anche se per un periodo limitato nel tempo il nostro amore e la nostra passione. Il corso sarà articolato su otto uscite in mare, tre incontri teorici che riguarderanno la nomenclatura e il linguaggio marinaresco, elementi di navigazione piana( avrete a disposizione una piccola dispensa), andature e venti e poca altra teoria!</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/tanit-a-tutta-birra.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1409];player=img;" title="tanit a tutta birra"><img class="alignright size-medium wp-image-1411" title="tanit a tutta birra" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/tanit-a-tutta-birra-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Anche quella la cureremo molto più in barca che in aula! Sarà la barca dunque la vera protagonista del nostro piccolo corso, nulla più che una modesta iniziazione a quella nobilissima e antichissima arte che è la Navigazione in mare! Per chiunque fosse interessato, può scriverci o chiamarci per telefono. Vi aspettiamo!</p>
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		<title>La lunga navigazione del Club Vela Portocivitanova</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 09:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circoli nautici]]></category>
		<category><![CDATA[augusto cingolani]]></category>
		<category><![CDATA[civitanova]]></category>
		<category><![CDATA[club vela portocivitanova]]></category>
		<category><![CDATA[storia club vela]]></category>
		<category><![CDATA[vela civitanova]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringraziando ancora una volta l&#8217;amico Augusto Cingolani, pubblichiamo con grande piacere, la seconda &#8220;puntata&#8221; della storia del Club Vela Portocivitanova, augurando al nostro club altri mille anni di prosperità, sport e cultura del mare! Gli incredibili e inaspettati successi nelle regate dei primi anni di vita  avevano aumentato a dismisura gli entusiasmi dei giovani della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ringraziando ancora una volta l&#8217;amico Augusto Cingolani, pubblichiamo con grande piacere, la seconda &#8220;puntata&#8221; della storia del Club Vela Portocivitanova, augurando al nostro club altri mille anni di prosperità, sport e cultura del mare!</strong></p>
<p>Gli incredibili e inaspettati successi nelle regate dei primi anni di vita  avevano aumentato a dismisura gli entusiasmi dei giovani della Sezione velica, ma la costruzione di una sede fissa a mare, sulla concessione avuta dal Demanio, rimaneva un sogno ancora non realizzabile.</p>
<p>Le idee per arrivare alla costruzione non mancavano, ma non facili da realizzare. Le vie percorse non davano i frutti sperati per le difficoltà intrinseche del momento o forse non erano quelle giuste! Resta il fatto che di fronte al bel progetto già stilato, si infrangevano come onde sugli scogli, oltre ai sogni anche tutte le iniziative intraprese.<a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_7.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1399];player=img;" title="Foto_7"><img class="alignright size-medium wp-image-1400" title="Foto_7" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_7-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Il merito della fondazione e dell’avvio di una attività sportiva piena di soddisfazioni veniva ampiamente riconosciuta ai primi pionieri. Forse però questi avevano esaurito la spinta per far prendere corpo e solidità a questo nucleo di appassionati e realizzare quanto necessario per costruire una sede che comprendesse oltre ad una base nautica anche un punto di incontro di sportivi e di amici.</p>
<p><span id="more-1399"></span></p>
<p>Inoltre, si andava accentuando il distacco con la Sede Centrale della Lega Navale Italiana in considerazione forse dello scarso interesse allo sviluppo della locale Sezione Velica e anche per ingerenze (a leggere sui verbali) sulle azioni e sulle decisioni del Consiglio. Infatti aumentavano i contatti con l’allora USVI (Unione Società Veliche Italiane), l’attuale FIV (Federazione Italiana Vela), presente in Ancona come Comitato Regionale, soprattutto negli aspetti sportivi e organizzativi: organizzazione di regate, comunicazioni ed informazioni sui bandi di regate anche a livello nazionale e possibilità di aiuto con traino nei trasferimenti per le regate almeno quelle organizzate nelle vicinanze.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_5.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1399];player=img;" title="Foto_5"><img class="alignright size-medium wp-image-1401" title="Foto_5" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_5-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Comunque, nei primi anni ’50 l’assenza di una sede si faceva sentire non solo per una questione di appoggio burocratico, ma proprio per quel senso di aiuto che una struttura stabile e una società sportiva efficiente poteva offrire a chi si dedicava alle attività veliche. Infatti, le riunioni del Consiglio si tenevano in genere a casa o del Presidente o di qualche altro membro, mentre per le Assemblee dei Soci si chiedeva ospitalità o al vecchio Albergo Miramare e una volta (nel 1959) presso la cantina di Soccorsa, in via della Vela (!), quanto mai beneaugurante: fu una Assemblea molto importante!</p>
<p>Una prima svolta avvenne con l’Assemblea Straordinaria del 2 aprile del ’55 con all’OdG al primo punto: Riorganizzazione  del Circolo. A seguire: scioglimento del Consiglio in carica ed Elezione del nuovo e per chiudere al 4° punto: Varie (importantissime! Così è scritto nel verbale).</p>
<p>In effetti questa riunione concluse il ciclo della fondazione e iniziò, con nuove speranze e una nuova linfa, quel ciclo che porterà alla costruzione della Sede.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1399];player=img;" title="Foto_1"><img class="alignright size-medium wp-image-1402" title="Foto_1" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_1-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>La conclusione di questa Assemblea fu un nuovo Consiglio e l’approvazione del cambio della denominazione a Club Vela Portocivitanova, completando così quel distacco dalla Lega Navale Italiana e la successiva adesione all’USVI. Il nuovo Consiglio formato da: Primo Paniccia (Primetto), Lorenzo Eleuteri (Lorè), Arduino Cellini, Federico Franceschini (Fifì), Giovanni Eleuteri (Giovannì) e Mauro Merani era presieduto da Mario Salvatore, meglio conosciuto e ricordato come il Cavaliere. Niente di nuovo sotto il sole: c’è sempre stato un Cavaliere nella storia!</p>
<p>Ho incontrato molti anni fa una sola volta il Cavaliere (quello del Club) a casa sua e ebbi l’impressione di una persona anche se allora avanti con gli anni, vivace, poliedrica con molti interessi e dava la sensazione di un gran trascinatore e organizzatore. Penso che non avesse mai messo piede su una barca pur essendo un grande appassionato di mare! Mi rimase impressa la sua casa: c’era di tutto, sulle pareti, sui mobili e dappertutto in un disordine completo, ma organizzato! Quadri, ninnoli, soprammobili, maschere, barchette, foto, curiosità, ricordi di viaggi, di guerra, libri, giornali, penne, benemerenze, lampade …</p>
<p>Evidentemente il nuovo Consiglio Direttivo fu un gruppo ben assortito e alimentato da una nuova spinta: Vice Presidente fu nominato Primetto, vispo e attento alle relazioni importanti in ambito USVI e non solo, Segretario Fifì, accurato e preciso, Tesoriere Giovannì, che ha sempre spaccato e gestito il soldo e Direttore Tecnico, Mauro, non si poteva avere di meglio!</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_9.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1399];player=img;" title="Foto_9"><img class="alignright size-medium wp-image-1403" title="Foto_9" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_9-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>La prima riunione del nuovo Consiglio, a casa del Cavaliere, si concluse con un brindisi al nuovo Presidente e ad un prospero futuro del Club: così è scritto nel verbale e fu di buon auspicio e son sicuro che la bottiglia e il tappo si aggiunsero ai molti oggetti in esposizione, sparsi nella casa!</p>
<p>Comunque la vita del Club andò avanti avendo sempre come obiettivo primario la costruzione della Sede, con sempre nuove proposte di finanziamento e mille idee di come procedere, ma come penso si sia sempre detto a Civitanova “lo chiacchierà fa li pedocchi” non si approdava ancora a nulla. Fortunatamente il numero di Soci cresceva anche in virtù della campagna di proselitismo fatta dagli stessi appartenenti al Club e così cominciano ad apparire nei verbali i nomi di personaggi che hanno contribuito alla crescita del Club: Antonio Pavanelli (Antò lo zappò o lo cordà), Antonio Quadrini (Tonino), Stefano Salvucci (Stefanì), Carlo Graziano, Gianfranco Cellini e molti altri, ciò contribuì in qualche modo ad essere un po’ più intraprendenti. Infatti, il Socio Carlo Graziano, antesignano della finanza creativa, nominato allora Vice Presidente, suggerì un modo di procedere all’autofinanziamento (cambiali a firma dei diversi soci e da lui stesso poi scontate) e compilò un piano finanziario per la costruzione che venne approvato nell’Assemblea del maggio 1961, dove furono anche prospettate le linee del nuovo Statuto da approvare successivamente a garanzia dell’operazione.</p>
<p>Il primo atto concreto per l’avvio della pratica di costruzione della Sede fu dell’aprile del 1961 quando il Presidente si assunse tutte le responsabilità nei confronti del Demanio e i lavori iniziarono nel giugno successivo, seguiti ogni giorno dal Presidente-Direttore di cantiere, da parte dalla Ditta Crisoliti con il termine, per il primo lotto, al 22 luglio, data della 7° edizione della Coppa Tupini di cui ne parleremo in seguito.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_4.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1399];player=img;" title="Foto_4"><img class="alignright size-medium wp-image-1404" title="Foto_4" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Foto_4-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a></p>
<p>Il verbale del 25 luglio 1961 così recita:</p>
<p>”<em>Con la consapevole e tenace volontà di realizzare un’opera altamente sportiva, ci siamo imposti enormi sacrifici finanziari pur di dare alla nostra città una degna sede al nostro club Vela, unico centro velico della Provincia e primo della Regione in senso assoluto (sic).</em></p>
<p><em>Pienamente consci di lasciare ai posteri un modesto cenno della grande realizzazione voluta da tanti ma realizzata solo con il contributo coraggioso di pochi, ci accingiamo a riassumere l’avvenimento.</em></p>
<p><em>Il mattino del 22 luglio 1961 alle ore 10 la costruzione imbandierata con sul più alto pennone la bandiera nazionale e il nostro guidone sociale attorniato dal gran pavese, il Rev. Don Ferruccio Marcotulli, parroco della Città, ha benedetto la Sede fra gli urrà dei convenuti e gli spari del cannoncino da regata, alla presenza delle Autorità Civili e Militari della Città e della Provincia nonché i Padrini Sigg. Cigala Fulgosi Cav. Franco, inviato dall’USVI da Genova e della sua gentile consorte Donna Nena.</em></p>
<p><em>Il Cav. Cigala Fulgosi ha preso la parola esaltando l’opera e lodando i Dirigenti augurando ai giovani di far tesoro di così bella iniziativa sorta per volontà dei Sigg. Mario Salvatore, Carlo Graziano, Primo Paniccia, Giovanni Eleuteri e Mauro Merani.</em></p>
<p><em>Subito dopo ha avuto inizio la 7° Regata Velica Nazionale per la disputa della Targa S. E. Tupini.</em></p>
<p><em>Al termine della competizione è seguito un vermut d’onore a tutti i convenuti e successivamente la premiazione a oltre 40 Regatanti venuti da diversi centri velici d’Italia.</em></p>
<p><em>Ci auguriamo che di questo nobile sport della vela le nuove giovani leve sappiano trovare la via di un sempre  migliore avvenire e sappiano conservare l’opera intrapresa.</em>”</p>
<p>La Targa S. E. Sen. Umberto Tupini, noto e importante uomo politico dell’epoca, aveva firmato la famosa legge per l’edilizia popolare, con forti legami nelle Marche, era nata nel 1955 come premio “Challenge” permanente per la classe “5,5” SN (Stazza Nazionale), vi partecipavano anche le classi “4,5” SN, Snipe e Dinghy. La prima edizione fu vinta per la classe “5,5” SN dal nostro Club con il Monello, equipaggio Arduino, Giovannì e Lorè e nel 1956 e nel 1958 da Mauro, Antò e Maretto con il “Marisa”.</p>
<p>Ma il fervore velico di quegli anni era altissimo. Agli inizi degli anni ’50 la famosa classe A “6” metri SN, fu abbandonata dalla USVI, a favore delle due classi “5,5” SN e “4,5” SN di cui diramò le caratteristiche costruttive più semplici e limitate solo da alcune misure da rispettare. La fantasia degli uomini non ha limiti: Livio segò mezzo metro ad un vecchio “6” metri e partecipò così alle regate con le nuove classi, Domè e Lorè costruirono il “4,5” “Tam-Tam”, di cui riporto una foto del varo in giardino oppure Antò lo zappò si costruì in casa il “4,5”, battezzato poi “Nadia”, fra la cucina e l’ingresso, tant’è che, terminato, dovette abbattere parte del muro divisorio altrimenti non sarebbe potuto uscire e vararlo. Innovativa fu la tecnica di costruzione di questa imbarcazione: le doghe dei vagoni ferroviari, misteriosamente procurate, posate incrociate con inframezzato un lenzuolo di lino, sottratto alla madre (che non si stancava di cercarlo in casa), imbevuto di olio di lino cotto! Ma non solo, i galleggianti interni erano di  … puro barattolo grande di conserva (!) e la deriva era formata da una lamina di acciaio ricavata da un carro armato; in navigazione con buon vento, questa entrava in vibrazione producendo un ululato … che forse spaventava gli altri regatanti. Una volta messa in acqua lunga fu l’opera di calafatura e per giunta ci fu un effetto di ondulazione sulla superficie dello scafo. Ma Antò rimediò a tutto, tant’è che la barca partecipò a diverse regate con successo, merito delle vele in buon cotone acquistato in rotoli al mercato (!?), anche se, novello San Pietro, rinnegò più volte la paternità di quella barca alle varie richieste di informazioni sulla proprietà quando arrivavano alle varie sedi di regate; ad esempio, a Varazze nel ’57, per un Campionato Invernale, con Arduino e Maretto … finito poi per brutto tempo con una visita al Salone dell’Auto a Torino!</p>
<p>Aumentarono di molto le partecipazioni alle varie regate o ai Campionati Italiani: visti i buoni risultati venivano così invitati anche molti nostri equipaggi, spinti sia dal Presidente sia dal fatto che venivano rimborsati delle spese compreso il viaggio in treno. Le barche venivano messe su un vagone merci, coperte da teloni …. di balle di sacco, e gli equipaggi al seguito. Tra il fumo delle locomotive e quant’altro si può immaginare come arrivavano le barche e i nostri prodi: Livio, Arduino e Giovannì a Livorno nel ’53 ai Campionati Italiani o Arduino, Lorè e Giovannì, accompagnatore Primetto a Sanremo nel ’54, dove si classificarono 8° e Maretto, Zappò e Domè nel ’59 a La Spezia dove arrivarono 7°. A Sanremo fu memorabile l’avventura al Casinò e la prima volta al night dove, finita la prima e unica bottiglia di un poco probabile champagne, visti i costi, Primetto offrì da bere dal suo bicchiere alla “entreneuse” che si lamentava di aver sete! Si può immaginare come andò a finire!</p>
<p>Negli anni ‘50 si tenevano regolarmente a Portocivitanova belle Regate che facevano parte del Campionato Regionale e la Targa Tupini e non mancavano le affermazioni o i piazzamenti delle imbarcazioni locali oltre a quelle già citate: il “5,5” ”Astra” di Mauro, i “4,5” “Nadia” di Antò (vinse nel ‘58) con i fratelli Malaccari, Maretto e Giuseppe, il “Barracuda” di Primetto vinse nel ‘59, l’”Eliana” di Angelo Gaetani e il “Tam-Tam” di Domè (vinse nel ’56). Le premiazioni avvenivano al lido Cluana con serata danzante a chiusura delle belle giornate di vela.</p>
<p>Non mancavano, come detto, le numerose regate nella zona: Ancona, Porto San Giorgio e Fano. I trasferimenti in genere erano sempre via mare o al traino del motopesca “Italia”, una delle prime barche a motore, 40 CV (!). Questi trasferimenti avvenivano con una grossa cima a traino con le barche disposte a spina di pesce. Qualcuno si organizzava attaccandosi all’ultimo posto per bombardare di pomodori gli equipaggi attaccati avanti! Quando andava bene, il trasferimento avveniva con un camion della N.U., si, della Nettezza Urbana di Ancona di cui la Famiglia del Cavaliere era concessionaria. A Fano partecipavano le imbarcazioni “Tam Tam” di Domè, il “Nadia” di Antò e il “Barracuda” di Primetto. Quest’ultima era una barca in “masonite” un surrogato del legno, leggerissima, ma con tempi limitati di navigazione in acqua! In questa regata di Fano i nostri prodi Antò e Maretto con il “Nadia” sconvolsero un po’ la regata in quanto dopo una lauta colazione mattutina anche a base di un bel Chianti Ruffino scambiarono un ombrellone rosso a terra per la boa e molte barche li seguirono e poi addussero ad una misteriosa tattica di regata quel bordo così strano!</p>
<p>Sempre nel ’58 a Voltri i Campionati Italiani videro la partecipazione del “Marisa” con l’equipaggio Antò, Maretto e Mauro, che si classificò 4° (!). Inoltre, Antò, Maretto e Lorè parteciparono ad Imperia ad un Campionato Invernale durante la settimana dell’Epifania, con il “Marisa” “5,5” SN, aggiudicandosi una bellissima Coppa … per l’equipaggio più lontano che riuscirono per lungo tempo a gloriarsene come assegnata per i risultati delle regate!</p>
<p>Nel 1959 i Campionati Italiani videro la partecipazione del “Marisa” questa volta 11° con l’equipaggio Antò, Maretto e Domè.</p>
<p>Gli anni ‘50 andavano a chiudersi e gli anni ’60 iniziavano sotto i migliori auspici visto l’avvio della costruzione della Sede; le imbarcazioni crescevano nel numero così gli equipaggi e altre classi si affacciavano sui campi di regata, ma di questo ne parleremo la prossima volta.</p>
<p>PS. Desidero ringraziare con amichevole affetto tutti coloro con cui ho chiacchierato e che mi hanno fornito qualche foto d’epoca: Domè, Giovannì, Maretto, Arduino e Mauro e ringrazio il Club per avermi messo a disposizione materiale documentale e fotografico e l’amico Angelo per avermi dato una mano a sfogliarlo.</p>
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		<title>La festa della marineria</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 08:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna anche quest’anno a La Spezia la tradizionale Festa della Marineria, sotto una nuova formula che coinvolgerà tutto il Golfo dei Poeti. Il centro della manifestazione rimane la Passeggiata Morin che ospiterà il Villaggio Mediterraneo di Arti Mestieri e Lavorazioni con gli stand delle borgate marinare e i pontili montati per l’occasioni che daranno la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna anche quest’anno a La Spezia la tradizionale Festa della Marineria, sotto una nuova formula che coinvolgerà tutto il Golfo dei Poeti.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/FESTA-MARINERIA.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1392];player=img;" title="FESTA MARINERIA"><img class="alignright size-full wp-image-1393" title="FESTA MARINERIA" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/FESTA-MARINERIA.jpg" alt="" width="120" height="80" /></a>Il centro della manifestazione rimane la Passeggiata Morin che ospiterà il Villaggio Mediterraneo di Arti Mestieri e Lavorazioni con gli stand delle borgate marinare e i pontili montati per l’occasioni che daranno la possibilità di passeggiare tra le barche.</p>
<p><span id="more-1392"></span></p>
<p>Importante significativa la presenza , oltre che dei cantieri locali, anche quella di cantieri “ospiti” da Viareggio, Pisa, Amalfi, Gaeta, Genova e Venezia.</p>
<p>Quest’anno spazio anche per la gastronomia marinara, per l’antiquariato navale e al modellismo.</p>
<p>Inoltre, sarà esposta nel Museo della Spezia, una grande mostra sulla subacquea; verranno organizzate a cura dell’Autorità Portuale delle visite guidate all’interno del grande porto spezzino.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/FESTA-MARINERIA-2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1392];player=img;" title="FESTA MARINERIA 2"><img class="alignright size-full wp-image-1397" title="FESTA MARINERIA 2" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/FESTA-MARINERIA-2.jpg" alt="" width="120" height="80" /></a>Importante la presenza di numerose barche e vele d’epoca per un grande raduno nello specchio acqueo antistante la città: così come saranno numerose e intense le manifestazioni a terra con concerti e spettacoli.</p>
<p>E poi il Palio del Golfo con le dispute in acqua delle tredici borgate marinare a contendersi l’ambito trofeo cittadino.</p>
<p>La Festa della Marineria, coincide inoltre con i 150 anni dell’Unita d’Italia e numerose saranno le iniziative organizzate dalla Marina Militare.</p>
<p>Per ulteriori informazioni <a href="http://www.festadellamarineria.it/">www.festadellamarineria.it</a></p>
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		<title>Circolo Nautico Cervia &#8220;Amici della Vela&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 14:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA SEDE DEL CIRCOLO NAUTICO CERVIA &#8220;AMICI DELLA VELA&#8221; Quella attuale, affacciata sulla Banchina lato Milano Marittima, è la club house del CIRCOLO NAUTICO CERVIA fin dai primi anni 50. In una posizione prestigiosa, gode di accesso diretto al&#8230; mare e offre ai Soci numerosi servizi per il diporto nautico. Tra questi, servizi di alaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA SEDE DEL CIRCOLO NAUTICO CERVIA &#8220;AMICI DELLA VELA&#8221;<br />
Quella attuale, affacciata sulla Banchina lato Milano Marittima, è la club house del CIRCOLO NAUTICO CERVIA fin dai primi anni 50.<br />
<a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/246678_226246397386436_141174199226990_974511_6842923_s.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1389];player=img;" title="246678_226246397386436_141174199226990_974511_6842923_s"><img class="alignright size-full wp-image-1390" title="246678_226246397386436_141174199226990_974511_6842923_s" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/246678_226246397386436_141174199226990_974511_6842923_s.jpg" alt="" width="130" height="125" /></a> In una posizione prestigiosa, gode di accesso diretto al&#8230; mare e offre ai Soci numerosi servizi per il diporto nautico. Tra questi, servizi di alaggio e varo, due gru, area per il ricovero imbarcazioni e gommoni e ampio magazzino.<br />
All&#8217;interno, la sede si sviluppa su due piani per una superficie complessiva di circa 400 metri quadrati comprensiva di ristorante, bar, spogliatoi, aule didattiche e sala conferenze. All&#8217;esterno, altri 200 metri quadrati di giardino e area ricovero coperta di circa 60 metri quadrati.</div>
<p><span id="more-1389"></span><br />
Il Circolo è concessionario e gestore di tutti i servizi per l&#8217;ormeggio destinati al diporto nautico del porto canale di Cervia e possiede un importante tratto della banchina lato nord. E&#8217; in grado di accogliere e ospitare imbarcazioni in transito, previa richiesta alla segreteria, lungo il tratto di banchina antistante i locali della sede.IERI, OGGI E DOMANI: LA STORIA DEL CIRCOLO NAUTICO<br />
Tradizione ed esperienza sono le parole chiave per leggere la storia del CIRCOLO NAUTICO CERVIA.<br />
Nato negli anni 50 per volontà di uomini del calibro dell&#8217;Ammiraglio Giovanni Aliprandi e dell&#8217;allora Dirigente dei Monopoli di Stato, Giuseppe Gualdi – quest&#8217;ultimo divenne poi presidente per oltre 20 anni – l&#8217;attività del Circolo si rivolse per il primo ventennio verso il diporto a motore. Risalgono a quell&#8217;epoca i Rally lungo la costa e la traversata Cervia – Pola – Cervia. Poi, nel 1975, la svolta: il Circolo di via Leoncavallo 9 incontra gli “Amici della Vela”, un gruppo di giovani velisti legati allo storico Bagno Anna del lungomare Grazia Deledda, tra i quali Pierpaolo Marini, Giancarlo Penso, Nino Giunchi, Renzo Valentini e Francesco Mezzogori.</div>
<p>Marini assumerà la presidenza del nuovo sodalizio sportivo, ribattezzato Circolo nautico “Amici della Vela” Cervia. Da allora, il Circolo ha progressivamente assunto la forma e le finalità che ancora oggi lo distinguono: l&#8217;impegno nella diffusione dello sport della vela attraverso la formazione dei giovani velisti nelle squadre agonistiche, l&#8217;istituzione di una scuola vela tra le più prestigiose a livello nazionale e l&#8217;organizzazione di eventi di primo piano a livello nazionale e internazionale non solo legati allo sport, ma anche alla storia, tradizioni e cultura della marineria cervese.</p>
<p>In tal senso vanno interpretati i due eventi organizzati dal Circolo e fiore all&#8217;occhiello nel panorama degli eventi cervesi: la “Rotta del Sale”, rievocazione dell&#8217;antica via commerciale adriatica che lega la città del sale al glorioso passato della Serenissima Venezia, e il Palio della Voga, vero e proprio simbolo della località cervese e delle sue spiagge.</p>
<p>La scommessa del Circolo per il futuro, anche grazie al considerevole ampliamento della base sociale – ben 500 gli iscritti che partecipano attivamente alle manifestazioni e iniziative promosse &#8211; è quella di consolidare e ampliare l&#8217;immagine istituzionale riconosciuta livello internazionale.</p>
<p>I CORSI DI VELA 2011<br />
I corsi sono tenuti da istruttori della Federazione Italiana Vela e comprendono sia lezioni teoriche che prove pratiche in mare. Quattro i livelli di formazione.<br />
Il tesseramento F.I.V. (non incluso nei costi indicati) è obbligatorio e si può richiedere presso la segreteria del Circolo Nautico Cervia presentando un certificato medico di sana e robusta costituzione a uso sportivo e non agonistico. La tessera F.I.V. ha validità annuale (anno solare) e<br />
include l&#8217;assicurazione Sportass.<br />
<a href="http://www.circolonauticocervia.it/">http://www.circolonauticocervia.it/</a></p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paxos, un paradiso nello ionio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 11:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andar per mare]]></category>
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		<description><![CDATA[L’isola di Paxos si apre al navigante come un piccolo paradiso terrestre in pieno Mar Ionio, tra un mare cristallino che non ha nulla da invidiare a nessun’altra zone del Mediterraneo. Facilmente raggiungibile dalle coste pugliesi offre il primo approdo sicuro prima di continuare la crociera verso il mare interno di Lefkas e verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’isola di Paxos si apre al navigante come un piccolo paradiso terrestre in pieno Mar Ionio, tra un mare cristallino che non ha nulla da invidiare a nessun’altra zone del Mediterraneo. Facilmente raggiungibile dalle coste pugliesi offre il primo approdo sicuro prima di continuare la crociera verso il mare interno di Lefkas e verso il Mar Egeo.,distante 65 miglia da Capo S.Maria di Leuca.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/paxos2.bmp" rel="shadowbox[sbpost-1381];player=img;" title="paxos2"><img class="alignright size-full wp-image-1382" title="paxos2" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/paxos2.bmp" alt="" /></a></p>
<p>Paxos è la più piccola delle isole dello Ionio. E’ lunga solo 10 Km. e larga 4 Km. nel punto di maggiore ampiezza, si trova a 7 miglia dalla punta più meridionale di Corfù.</p>
<p><span id="more-1381"></span></p>
<p>Il ritmo di vita è tranquillo e molto rilassante, con un’ospitalità greca autentica. L’isola ha 3 paesi principali, Gaios, Lakka e Loggos. Il suo attraente paesaggio è disegnato da antichi oliveti, piantati originariamente dai veneziani e che ricoprono l’80 % della sua superficie, muretti d pietre a secco, frantoi abbandonati e vecchie fattorie.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/paxos3.bmp" rel="shadowbox[sbpost-1381];player=img;" title="paxos3"><img class="alignright size-full wp-image-1383" title="paxos3" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/paxos3.bmp" alt="" /></a><br />
Spiagge di ciottoli sono sparse sulla costa orientale, mentre la parte occidentale è frastagliata con maestose e bianche scogliere punteggiate da insenature e profonde caverne. Per chi ama camminare ci sono molti sentieri tra gli oliveti ed i cipressi seguendo i quali si incontrano edifici e luoghi d’interesse. Ci sono inoltre passeggiate organizzate sull’isola, che sono un’ottima maniera di esplorare questa indimenticabile isola di smeraldo. I tre paesi principali sono anche dei punti d’ancoraggio naturali.</p>
<p>Gaios è l’attraente capoluogo, con il suo porto veneziano, una fortezza in rovina e edifici dai tetti rossi in stucco rosa, crema e giallo. A guardia del porto naturale di Gaios sono due isole : la più distante, con un faro e una chiesa per i pellegrini è quella del monastero di Panagia; i pellegrini la visitano il giorno della festa della Vergine, il 15 agosto e la sera ritornano alla riva e danzano l’intera notte per le strade di Gaios. L’altra è l’isola di San Nicola che forma un frangi acque naturale che porta all’insenatura del porto di Gaios. La piazza di Gaios è un ottimo posto per sedersi ad un caffè e godersi l’atmosfera del luogo osservando l’andirivieni di barche e viaggiatori.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/paxos4.bmp" rel="shadowbox[sbpost-1381];player=img;" title="paxos4"><img class="alignright size-full wp-image-1384" title="paxos4" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/paxos4.bmp" alt="" /></a></p>
<p>Lakka, sulla punta nord di Paxos è il secondo porto dell’isola. Si trova su una stupenda baia a ferro di cavallo e fiancheggiata da alti terreni ricoperti di oliveti e cipressi. La baia che è quasi completamente riparata dal mare aperto è eccellente per nuotare, fare sport acquatici e per l’attracco delle barche che, dando ancora, possono portare le cime di poppa a terra a ormeggiare tranquille e ridossate tra il suono delle cicale e la ninna nanna del vento.</p>
<p>Loggos è il più piccolo dei tre paesi. E’ un paesino di pescatori tranquillo e con il porticciolo fronteggiato da taverne e piccoli bar. E’ un luogo adattissimo per godersi la calma di giorno o per un drink e per cenare la sera. I piccoli villaggi dell’interno come Bogdanatika e Magazia mantengono ancora oggi un&#8217; atmosfera veneziana e hanno delle taverne tipiche.</p>
<p>La vicina isola di Anti Paxos è circondata da uno dei mari più belli del mondo. Si trova a soli 15 minuti da Paxos ed è frequentemente collegata dai porti di Gaios, Lakka e Logos nel periodo estivo. Ha una superficie di 4 Kmq ed è coperta non da oliveti come Paxos bensì da vigneti, coltivati dalle famiglie di Paxos che spesso hanno una casa anche su Anti Paxos.</p>
<p>Per passare una indimenticabile vacanza da queste parti, vi consigliamo di noleggiare un catamarano e partire per una settimana da sogno.</p>
<p><a href="http://www.ventofresco.it">www.ventofresco.it</a></p>
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		<title>L&#8217;astrolabio nautico</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 15:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[astrolabio nautico]]></category>
		<category><![CDATA[Colombo]]></category>
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		<category><![CDATA[medeclina]]></category>
		<category><![CDATA[misurazione astri]]></category>
		<category><![CDATA[navigazione astronomica]]></category>
		<category><![CDATA[pesare il sole]]></category>
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		<description><![CDATA[L’astrolabio nautico, semplificazione di quello astronomico, serve a rilevare l’altezza degli astri. Risalente al XVI sec. acquisì la sua forma e il suo peso definitivi: bronzo e ottone per due chilogrammi per renderlo più stabile alle oscillazioni della nave. &#160; Si compone di un cerchio graduato con un asse al centro fissato ad un’intelaiatura: l’intersezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/astrolabio-002.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1370];player=img;" title="astrolabio 002"><img class="alignright size-medium wp-image-1379" title="astrolabio 002" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/astrolabio-002-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><a href="http://www.ottante.it/" target="_blank">L’astrolabio nautico</a>, semplificazione di quello astronomico, serve a rilevare l’altezza degli astri.</p>
<p>Risalente al XVI sec. acquisì la sua forma e il suo peso definitivi: bronzo e ottone per due chilogrammi per renderlo più stabile alle oscillazioni della nave.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si compone di un cerchio graduato con un asse al centro fissato ad un’intelaiatura: l’intersezione di tale intelaiatura con il cerchio del raggio situato a 180° presenta la maggior massa di materiale con la quale l’astrolabio è costruito perché faccia effetto piombo mantenendo la posizione verticale anche in difficili condizioni di navigazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Disponeva inoltre di un anello o gancio di sospensione per introdurvi un dito e sostenere lo strumento.</p>
<p>Esso era utilizzato per misurare l’altezza degli astri, generalmente della Stella Polare o del Sole a mezzogiorno.</p>
<p><span id="more-1370"></span></p>
<p>A questo scopo, la medeclina, l’elemento che ruotava attorno all’asse dell’astrolabio, aveva due piccole piastre, le pinnule, forate al centro, attraverso le quali si guardava verso le stelle o si proiettava la luce del sole, per prendere di mira l’astro.</p>
<p>Lo scopo originario era il calcolo di una delle coordinate posizionali, la latitudine, osservando l’altezza del sole.</p>
<p>Per fare questo i naviganti mantenevano sospeso l’astrolabio all’altezza della vita, facendo ruotare la medeclina in modo che la luce del Sole passasse attraverso i fori e si proiettasse su una superficie piana, per poi misurare l’altezza del Sole con il cerchio graduato.</p>
<p>Quest’operazione, generalmente effettuata qualche minuto prima di mezzogiorno, era chiamata dalle genti di mare, “pesare il sole”.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/ASTROLABIO-2.bmp" rel="shadowbox[sbpost-1370];player=img;" target="_blank" title="ASTROLABIO 2"><img class="alignright size-full wp-image-1372" title="ASTROLABIO 2" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/ASTROLABIO-2.bmp" alt="" /></a></p>
<p>La lettura dell’intersezione della medeclina sulla scala indicava l’altezza meridiana del Sole e consultando le tavole di declinazione solare era possibile calcolare la latitudine.</p>
<p>Grazie agli astrolabi nautici i marinai dell’epoca, pesando il Sole, furono in grado di navigare in tutti gli Oceani: fu utilizzato da Colombo, dai fratelli Pinzon, da Vasco da Gama, da Juan de la Cosa tra i secoli XV e XVII.</p>
<p>“Colui che voglia rilevare il Sole con l’astrolabio in mare, si dovrà sedere vicino l’albero maestro, là dove la nave si muove meno e sorreggendo con il dito secondo della mano destra il suo anello, dovrà collocare il viso e l’astrolabio dritti di fronte al sole, quindi alzerà e abbasserà la medeclina,  affinchè il Sole entri per i due fori delle pinnule e così prenderà dall’astrolabio i gradi che mostra la punta della medeclina, e farà con essi i conti secondo le regole” (Dr. Garcia de Palacio. Istruzioni per navigare. Messico 1587).</p>
<p>A metà del sec. XVI cominciò la sua decadenza rimpiazzato man mano dalla ballestriglia e dal quadrante di Davis.</p>
<p>Pochi astrolabi nautici sono giunti fino ai nostro giorni, tuttavia, con l’archeologia subacquea, è stato possibile recuperarne numerosi esemplari: attualmente al Museo Marittimo di Greenwich, ne sono catalogati 80.</p>
<p>La maggior parte di essi prende il nome dal luogo o dalla nave dove sono stati rinvenuti.</p>
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		<title>Conerissimo Cup 2011, Ottante alla Regata&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[assonautica ancona]]></category>
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		<category><![CDATA[regata conerissimo 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[Vento debole e gran caldo hanno caratterizzato l’edizione 2011 della regata Conerissimo Cup. Nata nel 1997 dall’idea di un gruppo di soci della SEF Stamura di Ancona, la Conerissimo, sin dalla sua prima edizione ha riscosso un grande successo diventando un evento sportivo di grande rilievo per il panorama velico in Adriatico. Anche l’edizione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vento debole e gran caldo hanno caratterizzato l’edizione 2011 della regata Conerissimo Cup.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/logo-conerissimo.gif" rel="shadowbox[sbpost-1362];player=img;" title="logo conerissimo"><img class="alignright size-full wp-image-1363" title="logo conerissimo" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/logo-conerissimo.gif" alt="" width="172" height="199" /></a></p>
<p>Nata nel 1997 dall’idea di un gruppo di soci della SEF Stamura di Ancona, la Conerissimo, sin dalla sua prima edizione ha riscosso un grande successo diventando un evento sportivo di grande rilievo per il panorama velico in Adriatico.</p>
<p>Anche l’edizione di quest’anno ha visto alla partenza oltre 50 imbarcazioni divise in tre categorie, Crociera S/J, Crociera V/B e Regata.</p>
<p><span id="more-1362"></span></p>
<p>Poco vento da nord, in rotazione poi verso ponente, ha caratterizzato la regata durante tutto il suo percorso, con partenza di fronte al Passetto di Ancona, in poppa verso una prima boa di disimpegno davanti la torre di Portonovo, un cancelletto verso levante e poi la bolina finale verso l’arrivo previo passaggio di un cancello tra due boe all’altezza delle Due Sorelle.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/partenza-regata.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1362];player=img;" title="partenza regata"><img class="alignright size-medium wp-image-1364" title="partenza regata" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/partenza-regata-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Una partenza affollata, a mezzogiorno esatto, che ha visto prevalere immediatamente le barche più leggere e meglio attrezzate con vele di prua per vento leggero, poi durante il percorso si sono pesate le forze in campo con le imbarcazioni da regata ovviamente davanti a tutto il resto della flotta.</p>
<p>Regata quindi molto tecnica e di nervi, data l’assenza del vento soprattutto nella prima poppa e soprattutto nel mezzo del campo di regata, meglio è andata per chi ha scelto di restare o verso il largo per poi prendere la prima boa da sinistra, oppure per chi ha scelto il bordo a terra, dove una brezza ha permesso di arrivare in boa da destra.</p>
<p>Il bordo di bolina è stato piuttosto tecnico. Gli equipaggi hanno dovuto sfruttare ogni refolo di vento leggero e sbandare le proprie imbarcazioni sotto vento per cercare un’andatura ottimale.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/conerissimo_2010_4.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1362];player=img;" title="conerissimo_2010_4"><img class="alignright size-medium wp-image-1365" title="conerissimo_2010_4" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/conerissimo_2010_4-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Alla fine l’ha spuntata su tutti l’IMX 45 Kixxeme, che ha preceduto al secondo e terzo posto il Solaris 36 OD Lo Re e il Farr 30 Andelstanken. Dietro loro, il resto della flotta come possibile consultare dalle <a href="http://www.assonautica.an.it/regate/2011/conerissimo/classifiche.pdf" target="_blank">classifiche</a>.</p>
<p>Insomma, una bella giornata di mare e sport per una Regata che è diventata ormai un appuntamento tradizionale di primavera per salutare l’arrivo della bella stagione e festeggiare il tratto di costa meraviglioso che dal Passetto porta verso le spiagge di Portonovo e del Parco del Conero.</p>
<p>Ottante era presente alla regata, con un membro del nostro team a fare da regolatore delle vele di prua sul Dofour 40 Impetus che si è ben piazzato in classifica generale, al 12° posto.</p>
<p>Arrivederci al prossimo anno!</p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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