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	<title>Il blog del mare &#187; Mediterraneo</title>
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	<description>di Ottante</description>
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		<title>Il corallo e le sue origini</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e tradizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Cenni storici L’origine del corallo è stata per secoli avvolta nella leggenda, Ovidio nelle Metamorfosi e Plinio il vecchio nella Naturalis historia riconoscono al corallo la stessa genesi mitica, e cioè che il sangue che continuò a gocciolare dalla testa recisa della gorgone Medusa, si trasformò in corallo. I primi popoli del bacino del Mediterraneo furono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cenni storici</strong></p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/arg_ravello_corallo.jpg" rel="shadowbox[sbpost-700];player=img;" title="arg_ravello_corallo"><img class="alignright size-full wp-image-824" title="arg_ravello_corallo" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/arg_ravello_corallo.jpg" alt="" width="250" height="210" /></a>L’origine del <strong>corallo</strong> è stata per secoli avvolta nella leggenda, <strong>Ovidio</strong> nelle <strong>Metamorfosi</strong> e <strong>Plinio il vecchio</strong> nella <strong>Naturalis historia</strong> riconoscono al corallo la stessa genesi mitica, e cioè che il sangue che continuò a gocciolare dalla testa recisa della gorgone <strong>Medusa</strong>, si trasformò in corallo. <span id="more-700"></span><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/storia.jpg" rel="shadowbox[sbpost-700];player=img;" title="storia"><img class="alignright size-full wp-image-713" title="storia" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/storia.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a>I primi popoli del bacino del <strong>Mediterraneo</strong> furono probabilmente impressionati dalla sua origine marina e dal suo colore caldo e vivo, tanto che iniziarono a lavorarlo e a farlo conoscere in tutto il mondo. Come fu scoperto solo agli inizi del <strong>‘700</strong> dal medico marsigliese <strong>Peissonnel,</strong> non è un vegetale, anche se ramificato e non è un minerale anche se pietrificato, il <strong>corallo</strong> è una <strong>secrezione calcarea</strong> prodotta da colonie di microrganismi e quindi è di <strong>origine animale</strong>. Il <strong>corallo rosso</strong> del <strong>Mediterraneo</strong> ha sedotto tutti i popoli che ne sono venuti in contatto, creando tra questi un legame particolare formato dalle virtù portentose che nei secoli tutti gli hanno attribuito. Gli ornamenti in corallo rinvenuti in alcuni siti archeologici fanno supporre che fosse conosciuto già varie migliaia di anni fa e dal canto loro i <strong>Greci</strong> ne furono dei grandi estimatori. In tutto il <strong>Mediterraneo </strong>si praticava la pesca e la lavorazione del corallo che veniva poi esportato in tutto il mondo conosciuto, utilizzando le vie per le quali in senso inverso si importavamo le spezie, la seta, i profumi e le altre merci pregiate. Il corallo si insediò stabilmente nei costumi dei popoli nomadi d’oriente che lo utilizzarono perfino per ornare i propri cavalli, ritenendolo un formidabile portafortuna. In Italia i primi a dedicarsi alla pesca e alla lavorazione sistematica del corallo furono i <strong>trapanesi</strong> che ben presto divennero abilissimi <strong>scultori</strong>, specializzati nell’incastonatura di piccoli coralli su oggetti sacri e di uso domestico.  <strong>Torre del Greco</strong> già a partire dal <strong>1400</strong> si  dedicò alla pesca del corallo ed i pescatori torresi si spinsero con le loro coralline fino alle coste africane. Nel <strong>‘700</strong> divennero sempre più forti le ostilità della <strong>Compagnie Royale d’Afrique</strong> (compagnia francese)  nei confronti di tutti i pescatori stranieri, affermando il suo monopolio sulla pesca del corallo, finché nel <strong>1780</strong>,  a causa degli  incidenti sempre più frequenti, i torresi chiesero ai <strong>Borbone</strong> una regolamentazione della pesca del corallo. E fu così che dopo una decina di anni venne stilato il <strong>Codice Corallino</strong>. Si richiese inoltre di poter trasferire la lavorazione del corallo lì dove era pescato, e nel <strong>1790</strong> <strong>Acton</strong> approvò la fondazione della <strong>Real Compagnia del Corallo</strong>, che avrebbe assegnato ai torresi il monopolio della vendita del corallo.</p>
<p><strong>Il corallo ai giorni nostri</strong></p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/corallo_rosso_02.jpg" rel="shadowbox[sbpost-700];player=img;" title="corallo_rosso_02"><img class="alignright size-full wp-image-716" title="corallo_rosso_02" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/corallo_rosso_02.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>Il corallo viene impiegato, sia come pietra preziosa in gioielleria , sia nella fabbricazione di oggetti artistici e decorativi. Sono due i tipi di lavorazione: la lavorazione a <strong>liscio,</strong> che è la lavorazione a carattere più seriale, dove per lavorazione a liscio si intende la realizzazione di manufatti per la gioielleria di forma geometrica, che viene ottenuta mediante asportazione di materiale per mezzo di seghe, mole abrasive , lime ecc. La lucidatura viene ottenuta mediante burattatura o per lucidatura a cera. E la lavorazione a <strong>incisione</strong> che permette di ottenere manufatti dalle forme complesse, a volte delle vere e proprie sculture. L&#8217;incisione come nella lavorazione a liscio avviene per asportazione di materiale, attraverso strumenti come seghe, mole abrasive e lime e strumenti ad alta precisione come bulini e frese .</p>
<p><strong>Fasi della lavorazione del corallo</strong></p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Corallo-rosso-rami.jpg" rel="shadowbox[sbpost-700];player=img;" title="Corallo-rosso-rami"><img class="alignright size-full wp-image-718" title="Corallo-rosso-rami" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Corallo-rosso-rami.jpg" alt="" width="200" height="183" /></a>La prima fase della lavorazione è il <strong>lavaggio</strong>, il corallo viene immesso in <strong>buratti</strong> con acqua ed altri componenti. I buratti ruotando fanno perdere al corallo la <strong>veste</strong>, ovvero la parte più esterna e più giovane del ramo che ancora non ha avuto il tempo di calcificarsi, donando al corallo il suo meraviglioso rosso naturale. A questo punto il corallo è pronto per il <strong>taglio</strong>, che un tempo veniva eseguito su un apposito banco di legno, incidendo il pezzo prima con una lima di acciaio a triangolo, poi più profondamente, con una spada a sega e recidendolo, infine, con una grossa tenaglia. Ora per lo più si usano dei sottili dischi diamantati. Il corallo già tagliato e diviso a gruppi viene selezionato per colore, e passa poi per una serie di <strong>crivelli</strong> dal fondo di ottone, con fori gradualmente più grandi, per ottenere varie partite di diverse misure. Per la <strong>foratura</strong> si utilizzava un trapanetto ad arco munito di punta di acciaio, il corallo veniva forato  a <strong>passatoio</strong>, cioè da parte a parte, per essere infilato in collane, o a <strong>mezzobuco</strong>, nel caso di bottoni, palline, pendoli da fissare su perni. Attualmente si utilizzano motori elettrici. Il corallo subisce in questa fase una <strong>spianatura</strong>, ovvero viene  infilato in un filo di ferro rigidamente teso e viene sgrossato su una mola di pietra arenaria. Segue la <strong>arrotatura</strong> o <strong>arrotondatura</strong> eseguita un tempo con una grossa mola, per un lavoro meno pregiato oppure con una lima di acciaio temperato a punta, detta <strong>quadrella</strong>, per rendere perfetta la curva del pallino. Ora gli strumenti non sono più manuali ma elettrici. <a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/corallo2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-700];player=img;" title="corallo2"><img class="alignright size-full wp-image-722" title="corallo2" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/corallo2.jpg" alt="" width="200" height="213" /></a>L&#8217;ultima fase è dedicata alla <strong>lucidatura</strong>, il corallo lavorato si presenta opaco e con microscopiche rigature in superficie, dovute all&#8217;abrasione esercitata dallo smeriglio della ruota. La lucidatura, ha il compito di eliminare queste rigature e ravvivare il colore del corallo, lucidandolo. Tradizionalmente veniva effettuato inserendo il corallo da lucidare in un sacchetto di iuta, aggiungendo dei minuscoli frammenti di corallo grezzo, pomice e <strong>pulimiento</strong>, una sostanza la cui composizione viene tenuta segreta. Il sacchetto di iuta veniva poi ricucito nel lato aperto. Se ne otteneva così un minuscolo cuscino, chiamato <strong>pupatella</strong>. Un operaio sfregava dalle sei alle sette ore la <strong>pupatella</strong> su una tavola di legno a forma trapezoidale, sulla quale gocciolava dell&#8217;acqua. Tutto questo procedimento manuale così caratteristico viene oggi sostituito per lo più dall&#8217;uso di buratti, entro i quali vengono immessi i coralli da lucidare, insieme con tutte le componenti che venivano usate per la <strong>pupatella.</strong></p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/collana-barilotti-corallo.jpg" rel="shadowbox[sbpost-700];player=img;" title="collana-barilotti-corallo"><img class="alignright size-full wp-image-725" title="collana-barilotti-corallo" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/collana-barilotti-corallo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>I coralli vengono poi ulteriormente selezionati secondo misura, colore e qualità e passano per la <strong>bucatura</strong>, eseguita sui pezzi di corallo destinati a diventare pallini per collane. I <strong>cilindretti grezzi</strong> vengono bucati per lo più ancora con un antico e tradizionale strumento, chiamato <strong>fuso</strong>. Si tratta di un archetto in legno munito del classico filo di spago in tensione, agganciato a questo filo di spago vi è un fuso che porta nella parte terminale anteriore un ago molto sottile e affilatissimo. Mediante pressione esercitata dalla mano della bucatrice (per lo più sono le donne che attendono a questo compito) sull&#8217;arco, viene fatto ruotare vorticosamente il fuso. L&#8217;ago che questo porta, poggiato sul cilindro di corallo, lo buca da parte a parte, con l&#8217;aiuto di acqua che, cadendo sul corallo goccia a goccia, ne attenua il calore che si determina durante la bucatura e che potrebbe spezzarlo. Segue la fase della <strong>rociatura</strong> dove il cilindro di corallo diventa pallino. Il cilindro viene messo a contatto, tramite appositi sostegni, con una ruota smeriglio che presenta, nella faccia esterna ruotante, delle scanalature semitonde di misura differente e viene consumato dalla ruota che gira fino ad assumere la caratteristica forma tonda. L&#8217;ultima fase molto delicata alla quale sovrintende la <strong>Maestra infilatrice</strong>, è la selezione delle sfere a seconda del diametro, del colore in base alle differenti tonalità e della qualità. Solo dopo tale selezione si può passare all&#8217;infilatura. Questa viene fatta in base alle indicazioni che vengono dal reparto commerciale, circa la preferenza che hanno i clienti su lunghezza delle collane, dimensioni, caratteristiche estetiche. Tutte le collane, di uno stesso tipo e dimensione, una volta infilate su cotone, vengono raccolte in <strong>mazze</strong> e tenute insieme da un <strong>torcino</strong>, una caratteristica treccia di cotone.</p>
<p>Tratto da: &#8220;Coralli De Simone&#8221;</p>
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		<title>Le meravigliose Isole Maltesi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Isole Maltesi sono una festa per tutti i sensi, offrono l’azzurro del Mediterraneo, il color miele dell’architettura ed il cielo terso. Ad appena qualche ora dalla maggior parte delle città europee, le isole sono servite da voli diretti della compagnia di bandiera e delle principali compagnie aeree internazionali. Sono moltissimi i siti storici da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_4.jpg" rel="shadowbox[sbpost-549];player=img;" title="malta_4"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-552" title="malta_4" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_4-150x150.jpg" alt="malta_4" width="150" height="150" /></a>Le <strong>Isole Maltesi</strong> sono una festa per tutti i sensi, offrono l’azzurro del <strong>Mediterraneo</strong>, il color miele dell’architettura ed il cielo terso. Ad appena qualche ora dalla maggior parte delle città europee, le isole sono servite da voli diretti della compagnia di bandiera e delle principali compagnie aeree internazionali. Sono moltissimi i siti storici da visitare, dai templi ai palazzi, dalle cattedrali ai fortini. Il vantaggio di un soggiorno nelle <strong>Isole Maltesi</strong> è che si possono vivere tante vacanze in una. I ristoranti locali, i night club, i wine bar e i casinò regalano ogni volta nuove emozioni. Sono presenti le più grandi catene alberghiere a cinque e quattro stelle, una vasta scelta di ottime sistemazioni più economiche, diversi centri commerciali, siti storici, impianti sportivi, oltre ad un’ampia gamma di divertimenti e attività culturali. Il porto di <strong>La</strong> <strong>Valletta</strong> è considerato uno dei più eleganti e sicuri paradisi naturali del <strong>Mediterraneo</strong>.</p>
<p><span id="more-549"></span><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_1.gif" rel="shadowbox[sbpost-549];player=img;" title="malta_1"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-555" title="malta_1" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_1-150x150.gif" alt="malta_1" width="150" height="150" /></a>Gli imponenti bastioni che circondano il porto cingono il ricco patrimonio archeologico, storico, architettonico, artistico e culturale di <strong>Malta</strong>, un patrimonio che risale a <strong>6000</strong> anni fa.<strong> La Valletta</strong>, la capitale, è una città ricca di attrazioni: il <strong>Museo archeologico</strong> di <strong>La Valletta</strong> conserva una eccezionale collezione di artefatti preistorici, il <strong>Museo di Guerra</strong> di <strong>Forte St. Elmo</strong> ospita la parata militare domenicale in costume storico e la capitale possiede l’imponente <strong>Palazzo del Grand Master’s Palace</strong> e la <strong>Cattedrale di St.John</strong>. Sono da visitare i <strong>Templi Megalitici</strong>, incluso <strong>Ggantija</strong>, il più antico tempio senza sostegni del mondo, la <strong>cripta</strong> di <strong>San Paolo</strong>, la <strong>catacomba</strong> di <strong>St. Agata</strong>, i significativi siti dei <strong>Cavalieri di San Giovanni</strong>, come <strong>Forte St.Angelo</strong> e<strong> Forte Rinella</strong> dove si trova il più largo cannone al mondo. <a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Valletta.jpg" rel="shadowbox[sbpost-549];player=img;" title="Valletta"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-556" title="Valletta" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Valletta-150x150.jpg" alt="Valletta" width="150" height="150" /></a>Non sono da dimenticare anche i luoghi più significativi legati alla Seconda Guerra Mondiale come il rifugio <strong>Mgarr</strong>, le costruzioni militari ex britanniche, l’<strong>Armeria</strong> e il <strong>Museo Marittimo di Vittoriosa</strong>. Sono molto interessanti anche <strong>Alarme</strong> e <strong>In Guardia</strong>: le ricostruzioni storiche, così come le spiegazioni interattive e le attrazioni multimediali che permettono di avere una panoramica della storia di <strong>Malta</strong> in meno di un’ora. A <strong>Rabat</strong> si trova <strong>Villa Romana</strong>, il <strong>Museo delle Antichità Romane</strong> e diverse catacombe. La fortificata città medioevale di <strong>Mdina</strong>, si può rivivere i momenti storici legati al periodo delle truppe napoleoniche, e apprezzare il festival dei fiori. La <strong>Cattedrale</strong> e il museo sono imperdibili, così come le tortuose segrete di <strong>Mdina</strong> e la <strong>Mdina</strong> <strong>Experience</strong>. Molto romantica la passeggiata <a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-549];player=img;" title="malta1"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-557" title="malta1" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta1-150x150.jpg" alt="malta1" width="150" height="150" /></a>notturna per le strade illuminate di <strong>Mdina</strong>. Sono presenti in loco <strong>365 chiese</strong> spettacolari, tra le quali è da visitare la chiesa di <strong>Mosta </strong>famosa per la sua grande cupola, la terza più larga in <strong>Europa</strong>, oppure la chiesa di <strong>San Nicholas</strong> del villaggio di <strong>Siggiewi</strong>. Da non perdere anche le tre città di <strong>Cottonera</strong> e fare una passeggiata al tramonto sul lungomare di <strong>Sliema</strong> o <strong>Burgibba</strong>; da vedere anche la cittadella fortificata a <strong>Gozo</strong>. Le persone interessate all’arte, potranno recarsi al<strong> National Museum of Fine Arts</strong>, vedere la <strong>Decapitazione</strong> <strong>di San Giovanni</strong> del <strong>Caravaggio</strong> alla <strong>Cattedrale di San Giovanni</strong> e visitare gli affreschi alla <strong>Casa dei Normanni</strong> presso il <strong>Palazzo Falzon</strong> in <strong>Mdina</strong>. Per le opere contemporanee si può visitare il <strong>St. Johns Cavalier Art Centre</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_3.jpg" rel="shadowbox[sbpost-549];player=img;" title="malta_3"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-558" title="malta_3" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_3-150x150.jpg" alt="malta_3" width="150" height="150" /></a>Il porto <strong>Grand Harbour</strong> è una irresistibile spettacolo per oltre 250 navi crociera che trasportano oltre 200.000 passeggeri all’anno nella loro visita alle isole sulla rotta del loro itinerario nel <strong>Mediterraneo</strong>. La dimensione di <strong>Malta</strong> è l&#8217;ideale per i croceristi, anche perché i principali terminal per le navi sono a soli 20 minuti dall’Aeroporto Internazionale, ed è facile per i visitatori vedere buona parte delle isole in poco tempo, con un mare blu chiaro e calmo che contribuisce a creare le perfette condizioni per le traversate. Sull’isola sono presenti numerosi impianti sportivi, il centro sportivo più grande di <strong>Malta</strong>, il <strong>The Marsa Sports Club</strong> si trova a 4 km da <strong>La Valletta</strong> e comprende: un campo da golf con 18 buche, un campo da mini-golf, 18 campi da tennis, 5 campi da squash, campi da cricket e una piscina. Molte delle strutture alberghiere offrono oltre ai campi da tennis, campi da squash ed equitazione, anche la possibilità di praticare <a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_2.jpg" rel="shadowbox[sbpost-549];player=img;" title="malta_2"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-559" title="malta_2" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/malta_2-150x150.jpg" alt="malta_2" width="150" height="150" /></a>sport acquatici quali immersioni, sci nautico, windsurf e vela. Gli sport acquatici svolgono un ruolo primario nella gamma di attività offerte ed è possibile noleggiare l&#8217;attrezzatura in quasi tutte le spiagge o impianti balneari, dal parapendio al windsurf, dal wakeboarding, allo sci nautico e alle immersioni. È anche possibile noleggiare barche e yacht. Dal mese di aprile fino a novembre si tengono regolarmente molte regate, fra cui la regata di <strong>Comino</strong> a giugno, la gara <strong>Malta-Siracusa</strong> a luglio, e la <strong>Rimini-Malta-Rimini</strong> ad agosto. Per chi ama l’acqua, l’attività subacquea è uno sport assiduamente praticato nelle isole. Inoltre gli amanti del mare non possono perdersi una visita al porto in battello, una nuotata alle spiaggia di <strong>Blue Lagoon</strong> di <strong>Comino</strong> o la piscina di <strong>San Pietro</strong> a <strong>Marsascala</strong>, una corsa sui jet d’acqua, l’affitto di uno yatch, una visita all’insenatura di <strong>Mgarr IxXini</strong> a <strong>Gozo</strong> o il piacere di fare del parapendio da una delle spiagge per una vista a volo d’uccello su <strong>Malta</strong>.</p>
<p><em><strong>COMPAGNIE CHARTER CONSIGLIATE DA OTTANTE</strong></em> (in ordine alfabetico):</p>
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<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><a href="http://www.saileasy.com/language/it-it/Destinazioni/Charter_Area/destinazione/noleggio-barche-malta-vacanze-crociere.aspx">http://www.saileasy.com/language/it-it/Destinazioni/Charter_Area/destinazione/noleggio-barche-malta-vacanze-crociere.aspx</a></p>
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		<title>Anche le barche avevano gli occhi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 16:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché … cosa sono questi grandi e misteriosi occhi che ci guardano dalla prua delle nostre vecchie lancette o dei vecchi gozzi? …Ebbene, essi sono e si chiamano &#8220;occhi apotropaici&#8221; (dal greco apotròpaios, derivato di apotròpein che significa allontanare), che, cioè, allontanano gli influssi malefici. Anche oggidì, frequentando appartate località, ove il lavoro marinaro sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/barca1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-404];player=img;" title="barca1"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-406" title="barca1" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/barca1-150x150.jpg" alt="barca1" width="150" height="150" /></a>Perché … cosa sono questi grandi e misteriosi occhi che ci guardano dalla prua delle nostre vecchie lancette o dei vecchi gozzi? …Ebbene, essi sono e si chiamano &#8220;occhi apotropaici&#8221; (dal greco apotròpaios, derivato di apotròpein che significa allontanare), che, cioè, allontanano gli influssi malefici. Anche oggidì, frequentando appartate località, ove il lavoro marinaro sia rimasto presente in dimensione &#8220;non industriale&#8221; ma quale attività più o meno individuale (pesca e trasporto locali p.e.), si può notare la sopravvivenza d&#8217;una caratteristica un tempo universale in quei mari ove fiorirono le più antiche civiltà, quali sono infatti i mari cinesi e tutto il Mediterraneo: si tratta appunto degli occhi apotropaici, dipinti, uno a dritta ed uno a sinistra, sulla prua dei navigli. <span id="more-404"></span>L&#8217;uso di questa particolare &#8220;decorazione&#8221; si perde nella notte dei tempi, sia nei mari orientali che in quelli occidentali; è ben noto, infatti, che in Mediterraneo, per esempio, sia Fenici che Greci non mancavano mai di fregiare le loro prore con tali occhi. A quei tempi essi servivano a tener lontani dal bastimento gli spiriti maligni, né più né meno come facevano gli occhi che troviamo dipinti su coppe da vino greche già del VI sec. a.C. allo scopo d&#8217;impedire a tali spiriti l&#8217;entrata nel corpo del bevitore insieme col vino.</p>
<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/ulisse_v.jpg" rel="shadowbox[sbpost-404];player=img;" title="ulisse_v"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-407" title="ulisse_v" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/ulisse_v-150x150.jpg" alt="ulisse_v" width="150" height="150" /></a>Col passare dei secoli gli spiriti rimasero spiriti nei mari orientali, mentre in occidente subirono un&#8217;evoluzione, lasciando il posto al cosiddetto malocchio, contro il quale gli occhi furono considerati valido ed indispensabile antidoto da una cultura comunque superstiziosa. Quando poi anche il malocchio non fu più motivo &#8220;presentabile&#8221; per la sopravvivenza di tali occhi, il buon marinaro, che nel proprio legno ha sempre visto qualcosa di vivente, giustificò l&#8217;esistenza degli occhi affermando che senza di essi la barca non vedeva e non avrebbe più potuto evitare gli ostacoli (che a mare, comunque, spesso si evitano solo per buona sorte). L&#8217;occhio c&#8217;era sempre stato e, comunque, doveva continuarci a stare, tant&#8217;é vero che nelle marinerie più profondamente &#8220;religiose&#8221; pur di trovare una motivo per mantenercelo si sostituì la pupilla con una &#8220;stella maris&#8221; o addirittura con l&#8217;immagine di un santo protettore. E quando a fine ottocento s&#8217;imposero i bastimenti di ferro (per la maggior parte, allora, costruiti in Nordeuropa) e gli occhi non vi furono dipinti, il marittimo mediterraneo non rinunciò affatto all&#8217;atavico concetto: gli occhi di cubia del bastimento in ferro per decenni costituirono per lui l&#8217;evoluzione rappresentativa degli occhi apotropaici.</p>
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		<title>Il fascino del mare italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 17:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andar per mare]]></category>
		<category><![CDATA[Capri]]></category>
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		<category><![CDATA[Ischia]]></category>
		<category><![CDATA[Isola d’Elba]]></category>
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		<description><![CDATA[Impossibile non prendere in considerazione il Mediterraneo quando si pensa ad una vacanza in barca. La scelta della meta può essere difficile visto che le località sono tantissime, per il 2008 abbiamo deciso di consigliarvi quattro possibili itinerari. Valuteremo la Toscana, il Tirreno, la Sicilia e ovviamente la Sardegna&#8230; La Toscana Viareggio è la perla della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/v_italia.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="v_italia"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-209" title="v_italia" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/v_italia-150x150.jpg" alt="v_italia" width="150" height="150" /></a></p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px">Impossibile non prendere in considerazione il <strong>Mediterraneo</strong> quando si pensa ad una vacanza in barca.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px">La scelta della meta può essere difficile visto che le località sono tantissime, per il 2008 abbiamo deciso di consigliarvi quattro possibili itinerari.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px">Valuteremo la <strong>Toscana</strong>, il <strong>Tirreno</strong>, la <strong>Sicilia</strong> e ovviamente la <strong>Sardegna</strong>&#8230;</p>
<p><span id="more-208"></span><strong>La Toscana</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_toscana.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_toscana"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-210" title="andar_toscana" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_toscana-150x143.jpg" alt="andar_toscana" width="150" height="143" /></a>Viareggio </strong>è la perla della costa toscana, una delle località più esclusive di tutto il mondo, ed offre a piene mani arte, cultura, storia e divertimento. Sui suoi 20 km di spiaggia potrai assaporare il piacere del sole, del mare e dello  shopping oltre a trovare centinaia di Hotel, Ristoranti e Discoteche per una vacanza glamour.</p>
<p>Il <strong>Golfo di Follonica</strong> è una ridente cittadina balneare di grande richiamo turistico, affacciata sull’omonimo Golfo, che negli ultimi anni ha conquistato 5 bandiere blu e  5 Vele, riconoscimenti che attestano la pulizia e il grande livello ambientale offerto al turismo balneare. C&#8217;è inoltre la possibilità di scegliere tra spiagge libere e private, con sabbia finissima. </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_elba.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_elba"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-211" title="andar_elba" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_elba-150x124.jpg" alt="andar_elba" width="150" height="124" /></a>L&#8217;Isola d’Elba</strong> è un angolo di paradiso facile da raggiungere con una costa che alterna lunghe spiagge dorate, calette discrete e scogliere spettacolari. Potrete visitare le sue antiche miniere e i piccoli borghi medievali, assaporando una cucina ricca di sapori autentici, e immergervi nel verde dei boschi o nel blu delle sue acque. Proverete emozioni che solo l’Elba può offrirvi, in un mondo senza tempo, nella sua natura unica ed inimitabile.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong></strong> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Portoferraio: </strong>la<strong> Baia di Fetovaia </strong>è una località balneare turistica molto amata e frequentata dai velisti. E&#8217; situata nel versante occidentale dell&#8217;isola d&#8217;Elba sulla costa del soleed e&#8217; nota oltre che per la sua stupenda baia incantata anche per il suo mare cristallino che offre sfumature smeraldo specialmente nelle giornate di maestrale. Ma oltre alla splendida spiaggia Fetovaia offre delle stupende scogliere granitiche che avvolgono la baia. </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Marina di Campo </strong>è situato nel versante Sud dell&#8217;Isola d&#8217;Elba e dista circa 17 km da Portoferraio. Può essere raggiunto comodamente anche in aereo, atterrando a La Pila, l&#8217;unico Areoporto Elbano, che offre collegamenti giornalieri con areoporti Nazionali ed Internazionali. Marina di Campo tra i tanti paesi turistici dell&#8217;isola d&#8217;Elba è tra i più richiesti dalla clientela turistica anche per la sua lunghissima spiaggia attrezzata di quasi due chilometri con una bianchissima sabbia di origine granitica. Il  suo porticciolo è anche il centro del paese, alle sue spalle e&#8217; possibile visitare la parte più anticha del paese, e dalla zona delle scalinate parte un sentiero che porta alla suggestiva spiaggia di Galenzana e alla Torre Pisana, oggi simbolo del paese di Marina di Campo, presente anche nel suo stemma.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Il Tirreno</strong></p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_tirreno.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_tirreno"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-212" title="andar_tirreno" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_tirreno-150x135.jpg" alt="andar_tirreno" width="150" height="135" /></a>Nettuno</strong> è un importante centro turistico e commerciale della costa laziale. La vecchia cittadella medioevale con il suo antico borgo che si affaccia maestoso sulle sue acque, è stata inglobata  dalla modernità di parte della città, come il suo Marina che è caratterizzato dallo stile ed dall&#8217;efficienza, dall&#8217;assistenza tecnica, dai servizi e dalle infrastrutture all&#8217;avanguardia che sono state pensate per soddisfare anche la più esigente clientela, Italiana e internazionale. E&#8217; raggiungibile da Roma in poco più di un ora, sia in auto sia in treno.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Anzio</strong>, a poco più di cinquanta chilometri a sud di Roma, nel 2007 ha conquistato la Bandiera Blu. Fu scoperta come cittadina turistica fra l&#8217;ottocento e il novecento quando alcuni aristocratici e borghesi provenienti da Roma iniziarono ad edificare lussuose palazzine, dove trascorrere le vacanze estive, in particolare nella zona occidentale del comune e a sud, al limite del confine con la città di Nettuno. Ancor oggi passeggiando per le vie di Anzio è possibile ammirare delle eleganti costruzioni in stile liberty.    </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_pontine.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_pontine"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-213" title="andar_pontine" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_pontine-150x143.jpg" alt="andar_pontine" width="150" height="143" /></a>L&#8217;arcipelago delle <strong>Isole Pontine</strong> è composto da due gruppi di isole distanti tra loro circa 22 miglia, uno nord-occidentale che comprende l&#8217;isola di <strong>Ponza</strong> e le isolette <strong>Palmarola</strong>, <strong>Gavi</strong> e <strong>Zannone</strong>; l&#8217;altro sud-orientale che comprende <strong>Ventotene</strong> e <strong>S.Stefano</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px"><strong>Ponza </strong>è la più grande delle isole pontine, è di origine vulcanica, si presenta come l&#8217;avanzo di un grande cono centrale, con due crateri: <strong>cala di Ponza</strong> e c<strong>ala dell&#8217;Inferno</strong>. Le coste sono molto frastagliate e terminano in mare con numerosi scogli, quasi ovunque sono ripidissime e molto alte. Il punto più elevato si identifica con il <strong>Monte della Guardia</strong> che si trova all&#8217;estremità sud dell&#8217;isola. La cittadina di <strong>Ponza</strong> con la sua caratteristica forma di anfiteatro racchiude in sé il porto. Il comune comprende anche l&#8217;isola di <strong>Zannone</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px"><strong>Palmarola</strong> è un&#8217;isola piccola ed è la più occidentale dell&#8217;arcipelago e la più interessante dal punto di vista geologico. Essendo di origine vulcanica, le sue coste sono molto frastagliate specialmente ad ovest dove si trova il Monte Guarniere alto 262 m. Nell&#8217;era del Neolitico e dell&#8217;Eneolitico le tribù locali commerciavano l&#8217;ossidiana. Sono stati ritrovati resti di ceramica e alcuni oggetti di ossidiana lavorati di età eneolitica. Palmarola è completamente disabitata ma d&#8217;estate si popola di bagnanti ed è possibile raggiungerla noleggiando delle barche.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px"><strong>Ventotene</strong> è la più piccola delle isole dell&#8217;arcipelago, e dista circa un miglio dall&#8217;isolotto disabitato di <strong>S.Stefano</strong>, dove vi si trova una ex prigione borbonica, chiusa nel 1965, vi si organizzano escursioni e visite guidate da <strong>Ventotene</strong>. Anche queste due isole sono di origine vulcanica e presentano coste frastagliate a picco sul mare. <strong>Ventotene</strong>, nonostante la presenza dell&#8217;uomo fin dall&#8217;epoca romana, è rimasto un paradiso naturale, meta prediletta dai sub. Ma è anche un attrattiva storica, con il suo antico porto romano, le grandi cisterne romane e i resti di <strong>Villa Giulia</strong>, a <strong>Punta Eolo</strong>, luogo di esilio della figlia dell&#8217;imperatore Augusto. Un <strong>Museo Archeologico</strong> raccoglie i maggiori reperti provenienti dai ritrovamenti locali e dai relitti. Alcune spiagge sono raggiungibili a piedi altre via mare, utilizzando canoe o barche noleggiate. Nel 1997 è stata istituita  la <strong>Riserva naturale marina protetta della isole di Ventotene e S.Stefano</strong> che consente di tutelare uno degli ambienti marini più straordinari d&#8217;Italia.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_ischia.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_ischia"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-214" title="andar_ischia" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_ischia-150x142.jpg" alt="andar_ischia" width="150" height="142" /></a>L&#8217;isola di <strong>Ischia</strong> grazie alle sue 18 miglia di spiagge dorate e alle sue baie ed insenature che fanno da sfondo a paesaggi splendidi immersi nella loro natura incontaminata, è stata definita il <strong>giardino d&#8217;Europa</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify">Molte delle spiagge di <strong>Ischia</strong>, sono raggiungibili a piedi o in auto, altre come la spiaggia di <strong>San Pancrazio</strong> e la <strong>spiaggia della Scarrupata </strong>sono raggiungibili solo via mare, noleggiando una barca.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify">Il turista può scegliere tra un turismo termale o un turismo di puro divertimento, potrà praticare escursioni per i boschi o perdersi tra le vie dei borghi antichi.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px"><strong>Procida</strong> è situata all&#8217;imbocco del <strong>Golfo di Napoli</strong>, fra <strong>Ischia</strong> e <strong>Capo Miseno</strong> ed è la più piccola tra le consorelle <strong>Ischia</strong> e <strong>Capri</strong>. E&#8217; di origine vulcanica, e si possono tuttora riconoscere nei suoi tipici golfi a forma di mezzaluna, le tracce degli antichi crateri. Non è molto alta come isola, raggiunge infatti un&#8217;altezza massima di 91 m. Il mare è limpido e splendente, e le belle rocce costiere, generano scorci paesaggistici di raro fascino. E&#8217; un isola ricca di storia e di cultura tutta racchiusa nel suo borgo antico.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_capri.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_capri"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-215" title="andar_capri" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_capri-150x142.jpg" alt="andar_capri" width="150" height="142" /></a>E&#8217; assolutamente da non perdere il giro dell&#8217;<strong>Isola di Capri</strong> in barca, magari all&#8217;alba o al tramonto, la sua costa è ricca di insenature, piccole baie e grotte, i suoi fondali dall&#8217;acqua cristallina sono ricchi di fauna e flora, come i banchi di <strong>Poseidonia</strong>, importantissimi per la salute del mare. In alta stagione c&#8217;è molta confusione nell&#8217;<strong>isola di Capri</strong> e se non si è esperti del luogo, è consigliabile affidarsi a guide del posto, che conoscono bene il  mare e le sue correnti. Per fare un giro intero dell&#8217;isola di Capri occorrono circa due ore.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify">Il <strong>golfo di Napoli</strong> è famoso per il suo mare coronato a Nord dalle isole di <strong>Procida</strong> e <strong>Ischia</strong> e a Sud da <strong>Capri</strong>, si estende tra <strong>Capo Miseno</strong> e <strong>Punta Campanella</strong>. La città di <strong>Napoli</strong> è situata in posizione pressoché centrale sull&#8217;omonimo golfo, tra il Vesuvio e l&#8217;area vulcanica dei Campi Flegrei, il suo vasto patrimonio artistico ed architettonico è tutelato dall&#8217;UNESCO. Le sue rive sono state abitate fin dall&#8217;antichità, e oggi, partendo da <strong>Capo Miseno</strong> e navigando lungo la costa, si susseguono, alcuni porti naturali e non che assicurano la possibilità di rifornimenti d’acqua e carburante. Il porto turistico di <strong>Mergellina</strong> è forse quello più famoso,  dove in estate ormeggiano grandi yacht del jet-set internazionale ai quali è riservato il lungo molo che cinge la rada. E&#8217; splendido il lungomare di <strong>Via Caracciolo</strong>, di fronte ai grandi alberghi cittadini e la rada di <strong>Santa Lucia</strong> ospita le banchine riservate alla vela degli antichi circoli nautici napoletani che si estendono fino al <strong>Molosiglio</strong>. Superato il porto di <strong>Napoli</strong> s’incontrano i porti turistici di <strong>Torre del Greco</strong> e <strong>Castellammare di Stabia</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Bagnoli</strong> offre ai suoi visitatori una passeggiata mozzafiato tra arte, cultura,mitologia e storia.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>La Sicilia</strong></p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_sicilia.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_sicilia"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-216" title="andar_sicilia" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_sicilia-150x127.jpg" alt="andar_sicilia" width="150" height="127" /></a>Milazzo</strong> è circondata dalle isole <strong>Eolie</strong> che le fanno da corona, da <strong>Capo Rosocolmo</strong> a <strong>Capo Calavà</strong>, la sua città ha una costa lunghissima, tra le più lunghe della <strong>Sicilia</strong>, dopo il porto e il <strong>Lungomare</strong> <strong>Garibaldi</strong>, con la sua splendida passeggiata a mare, si incontra il quartiere marinaro di <strong>Vaccarella</strong> con le caratteristiche barche dei pescatori ormeggiate sulla spiaggia. Gli antichi greci denominarono questo luogo  <strong>Chersoneso d&#8217;oro</strong> in omaggio alla sua bellezza, e il mito la racconta come la mitica terra degli armamenti del dio <strong>Sole</strong>, dimora di <strong>Polifemo</strong> ed approdo di <strong>Ulisse</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify">Diversi percorsi naturalistici permettono di scoprire le bellezze del promontorio di <strong>Capo Milazzo</strong> ammirando uno dei panorami più belli della <strong>Sicilia</strong>. Sono presenti sul territorio piante secolari come il <strong>carrubbo</strong>, l&#8217;<strong>oleastro</strong>, l&#8217;<strong>euforbia</strong>, la <strong>ginestra</strong> e il <strong>letisco</strong>. Il falco pellegrino nidifica da queste parti sugli strapiombi rocciosi che dominano la scogliera.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_eolie.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_eolie"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-217" title="andar_eolie" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_eolie-150x127.jpg" alt="andar_eolie" width="150" height="127" /></a>L&#8217;arcipelago delle <strong>Isole Eolie</strong> si trova a nord della <strong>Sicilia</strong>, nel <strong>Mar</strong> <strong>Tirreno</strong>, ed è costituito da isole di origine vulcanica, che grazie alla loro storia e alle loro bellezze naturali, appaiono come un luogo incantato.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Lipari</strong> è posta al centro dell&#8217;arcipelago eoliano, è la più, importante ed estesa isola delle <strong>Eolie</strong>, ed il suo  aspetto attuale è il risultato di innumerevoli eruzioni. Il <strong>Monte</strong> <strong>Chirica</strong> alto 602 m è il punto più alto dell&#8217;isola, seguito dal <strong>Monte S.Angelo</strong> con i suoi 593 m. <strong>Lipari</strong> è stata abitata sin dal IV millennio a.C. e ha influenzato la storia di tutto l&#8217;arcipelago, e oggi dispone di un <strong>Museo Archeologico</strong> di grandissimo interesse. Da visitare con attenzione anche il <strong>Castello</strong> con le sue poderose mura di cinta, la <strong>Cattedrale</strong> costruita dai Normanni nel 1080 e le <strong>Terme di San Calogero</strong> costruite nel 1867 dove sgorgano acque di grande qualità terapeutica.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Salina</strong> per dimensioni è la seconda isola dell&#8217;arcipelago delle <strong>Isole Eolie</strong>. Il suo nome deriva da uno stagno d&#8217;acqua salata posto nella parte sud dell&#8217;isola, un tempo utilizzato come salina. L&#8217;isola è composta da due vulcani inattivi, il bellissimo<strong> Fossa delle Felci</strong> alto 962 m e <strong>Monte dei Porri</strong> alto 860 m. La ricca vegetazione è di tipo mediterraneo e la coltivazione della vite produce la <strong>Malvasia</strong>, un vino pregiatissimo. Meravigliosa la spiaggia vulcanica di <strong>Pollara</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Vulcano</strong> secondo la leggenda  era la sede della fucina del dio del fuoco Efesto. L&#8217;isola è costituita da quattro corpi vulcanici il più grande dei quali è il <strong>Gran Cratere</strong> alto 386 m e sul quale sono presenti le fumarole. L&#8217;ultima eruzione su questo cratere risale alla fine dell&#8217;Ottocento. All&#8217;estremità nord-est dell&#8217;isola si trova <strong>Vulcanello</strong> che è alto 120 m e sembra sia sorto dal mare nel 183 a.C. Il <strong>Monte Aria</strong> e il <strong>Monte Saraceno</strong> alti circa 500 m sono i crateri più alti dell&#8217;isola e sono inattivi dalla preistoria. È possibile effettuare escursioni naturalistiche sui crateri.  Lungo l&#8217;istmo che separa <strong>Vulcanello</strong> dall&#8217;isola si trovano le baie di <strong>Porto Levante</strong> e di <strong>Porto Ponente</strong>, caratterizzate da acque caldissime riscaldate da ebollizioni sottomarine di gas caldi scaturiti dai fondali sottomarini. <strong>Porto Levante</strong> è invece famoso per la sua sabbia finissima di colore nero.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Panarea</strong> è la più piccola delle <strong>Isole Eolie</strong>, al centro della quale sorge il <strong>Monte Capo del Corvo</strong> alto 420 m, all&#8217;estremità sud dell&#8217;isola sul promontorio di <strong>Punta Milazzese</strong> è stato rinvenuto un villaggio preistorico risalente alla età del bronzo. <strong>Panarea</strong> è un po&#8217; un arcipelago nell&#8217;arcipelago dato che è circondata da piccole isole minori.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Stromboli</strong> secondo la leggenda fu scelto dal dio Eolo come sua dimora. E&#8217; un vulcano perennemente attivo alto 926 m, la cui lava fuoriesce dalla <strong>Sciara</strong> <strong>del fuoco</strong>. I villaggi di <strong>San Vincenzo</strong> e <strong>San Bartolo</strong> nella parte nord-est dell&#8217;isola formano il paese di <strong>Stromboli</strong>. Sulla costa meridionale dell&#8217;isola sorge <strong>Ginostra</strong>, un villaggio isolato dal resto dell&#8217;isola e raggiungibile soltanto via mare. A 1,6 Km a nord di <strong>Stromboli</strong> sorge dal mare <strong>Strombolicchio,</strong> un isolotto la cui forma ricorda un maniero medioevale. Nel 1926 vi fu installato un faro per la navigazione raggiungibile attraverso una scala di duecento gradini. Sono possibili escursioni naturalistiche per apprezzare la natura intatta di <strong>Stromboli</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Alicudi</strong> è l&#8217;isola più a occidente dell&#8217;arcipelago, e di tutte le isole è la meno frequentata dal turismo di massa. Ha una forma semisferica, ed il suo nome deriva dall&#8217;antico <strong>Ericusa</strong> per il gran numero di eriche presenti sul suo territorio. Il punto più alto dell&#8217;isola è il <strong>Timpone della Montagnola</strong> che tocca i 675 m di altitudine. <strong>Alicudi</strong> è una grande attrazione per i sub grazie alla bellezza dei fondali ed alla ricchezza della fauna ittica.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px"><strong>Filicudi </strong>è formata da tre vulcani spenti: la <strong>Fossa delle Felci</strong> alto 773 m, la <strong>Montagnola</strong> alto 333 m e il <strong>Torrione</strong> con 280 m di altitudine. L&#8217;isola presenta un promontorio chiamato <strong>Capo Graziano</strong>, che è sede di importanti scavi archeologici che hanno portato alla luce un villaggio preistorico risalente al XVI secolo a.C. <strong>Filicudi è</strong> nota per le sue bellissime, grotte marine, la più famosa delle quali, detta del <strong>Bue Marino</strong>, si riteneva un tempo che fosse la tana di mostruose creature. Lungo la rotta per <strong>Alicudi</strong> si incontra la  <strong>Canna</strong>, un faraglione alto 85 m.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify">Arrivando da Est, l&#8217;isola di <strong>Ustica</strong> appare come due terre divise dal <strong>Monte Guardia dei Turchi</strong>, alto 244 m, che sovrasta il paese. Lungo la costa spicca  <strong>Capo Falconara</strong>, con la <strong>Punta Omo Morto</strong> sulla cui sommità si trova una torre, proseguendo ad ovest della punta, la costa è rocciosa e scoscesa, di difficile accesso ma con fondali piuttosto elevati, mentre a nord di <strong>Punta Gorgo Salato</strong>, c&#8217;è la secca <strong>Colombara</strong>, con un fondale minimo di un metro e mezzo circa. Nel 1987 è stata istituita la prima <strong>Riserva Marina</strong> in<strong> Italia</strong>, con lo scopo di preservare il bellissimo mare dell&#8217;isola.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_egadi.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_egadi"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-218" title="andar_egadi" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_egadi-150x126.jpg" alt="andar_egadi" width="150" height="126" /></a>L&#8217;arcipelago delle <strong>Egadi</strong> comprende tre isole principali, <strong>Favignana</strong>, <strong>Levanzo</strong> e <strong>Marettimo</strong>, oltre a due grandi scogli, <strong>Maraone</strong> e <strong>Formica</strong>, che distano poche miglia da Trapani, da cui sono facilmente raggiungibili con traghetti e aliscafi (Siremar 0923 540515, Alilauro 0923 24073). Le <strong>Egadi</strong>, grazie alle sue acque limpide, alle baie  e alle sue affascinanti grotte, sono una apprezzata meta turistica e balneare. Queste isole abitate fin dalla preistoria, appartennero alla famiglia <strong>Pallavicini-Rusconi</strong> fino al XIX secolo, quando la proprietà della <strong>Tonnara</strong> passò ai <strong>Florio</strong> e poi ai <strong>Parodi</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Favignana</strong> è l&#8217;isola maggiore delle <strong>Isole Egadi</strong>, posizionata a circa 9 miglia da <strong>Trapani</strong>, deve il suo nome al vento <strong>Favonio</strong>, la sua forma ricorda una farfalla con le ali spiegate, costituite dalle due pianure: il <strong>Bosco</strong> e la <strong>Piana.</strong> Il monte centrale culmina con la vetta di <strong>S. Caterina</strong> alta 302 m su cui si trova l&#8217;omonimo castello. E&#8217; famosa per le sue spiagge, le sue bellissime cale e il suo mare incontaminato, è un vero paradiso per i turisti.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Marettimo</strong> è un paradiso incontaminato, dove poter godere di un bellissimo mare cristallino, coronato dalle sue grotte. E&#8217; il luogo ideale per gli appassionati di subacquea. La vita in paese è tranquilla e serena. Vi si approda allo scalo nuovo ma il vero porticciolo dei pescatori di Marettimo è lo scalo vecchio, sul lato opposto.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>Levanzo è</strong> la più piccola delle isole <strong>Egadi</strong>, è  montuosa ed ha la forma di un triangolo. Il suo centro storico è posizionato sulla riva di <strong>Cala Dogana</strong> e sulla sua sommità si possono ammirare i resti di una antica torre di avvistamento saracena.</p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify">E&#8217; un vero paradiso per gli amanti del trekking, che seguendo il versante occidentale dell&#8217;Isola, possono raggiungere la <strong>Grotta del Genovese</strong>, incontrando molte varietà vegetali dell&#8217;Isola. I graffiti della <strong>Grotta del Genovese</strong> sono databili intorno al 9.200 a.C. e testimoniano la presenza di una comunità dedita alla caccia e alla pesca del tonno.<span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong></strong></p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong>La Sardegna</strong> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><strong></strong></p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_smeralda.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_smeralda"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-219" title="andar_smeralda" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_smeralda-150x114.jpg" alt="andar_smeralda" width="150" height="114" /></a>La <strong>Costa Smeralda</strong> con il suo litorale, comprende tutta la parte nord-orientale della <strong>Sardegna ed è </strong>la più lunga d’Italia, è formata da una larga penisola, che negli ultimi anni è divenuta una delle mete del turismo d’elite mondiale.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">Tutta la regione fu abitata fin dall’antichità, e per lungo tempo questa storica regione della <strong>Gallura</strong>, è rimasta selvaggia e poco abitata.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><strong>Porto Cervo </strong>è la capitale indiscussa della <strong>Costa Smeralda</strong>, nata dalla genialità del <strong>Principe L&#8217;Aga Khan</strong>, possiede il porto più grande ed attrezzato del <strong>Mediterraneo</strong>, è sede del famoso <strong>Yacht Club Costa Smeralda</strong> organizzatore delle più importanti è avvincenti regate. D&#8217;estate ospita i panfili e gli yacht  dei personaggi famosi che alternano appuntamenti con il jetset internazionale, ad avvenimenti sportivi, feste o partite al <strong>Golf Pevero Club</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><strong>Porto Rotondo</strong> si trova nella parte nord della <strong>Sardegna</strong>, ed è caratterizzato dalla sua forma perfettamente circolare, che parte dalla costa granitica di <strong>Iscia Segada</strong> per arrivare a <strong>Punta Volpe</strong>, racchiudendo al centro un complesso roccioso, da cui si gode uno spettacolare panorama sulla <strong>Costa Smeralda</strong>. Il <strong>Marina di Portorotondo, </strong>insignito della <strong>Bandiera Blu</strong> d&#8217;Europa, offre una struttura tecnicamente perfetta e  un villaggio vivace ed elegante.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"> </p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><a href="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_maddalena.jpg" rel="shadowbox[sbpost-208];player=img;" title="andar_maddalena"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-220" title="andar_maddalena" src="http://www.ottante.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/andar_maddalena-150x143.jpg" alt="andar_maddalena" width="150" height="143" /></a>L&#8217;arcipelago della <strong>Maddalena</strong> è un gruppo di isole a nord-est della <strong>Sardegna</strong>, al largo della costa Smeralda. Tra le isole più importanti vanno ricordate <strong>La Maddalena</strong>, <strong>Caprera</strong>, <strong>Santo Stefano</strong>, <strong>Santa Maria</strong>, <strong>Razzoli</strong>, <strong>Budelli</strong> e <strong>Spargi</strong>.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">L&#8217;arcipelago è una meta ricercata dai diportisti per via delle bellezze naturali e delle acque incontaminate color smeraldo. L&#8217;arcipelago ospita il <strong>Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena</strong> dal 1994.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" align="justify"><strong>Caprera</strong> è collegata all&#8217;isola madre da un ponte, è stata dichiarata <strong>Riserva naturale</strong> ed è protetta da un vincolo assoluto di inedificabilità, la si può raggiungere attraverso <strong>La Maddalena</strong> grazie ai traghetti della <strong>Saremar</strong>, che partono ogni giorno dal porto di <strong>Palau</strong> con frequenze variabili da mezz&#8217;ora a un&#8217;ora. <strong>Caprera</strong> offre un ricco campionario di meraviglie anche in autunno e in inverno, grazie al suo clima mite e temperato.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"> </p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><strong>Palau</strong> è situata in una delle più spettacolari diramazioni della costa nord orientale della <strong>Sardegna</strong>, e vanta alcune tra le più belle spiagge della sua regione. Dalle dune della foce del <strong>Liscia</strong> a occidente, fino al <strong>Golfo delle Saline,</strong> i paesaggi sono di grande suggestione. Non ci sono solo la nota roccia dell’<strong>Orso</strong> o l&#8217;<strong>Isola dei Gabbiani</strong> a fare da attrazioni, ma un’infinità di angoli incantevoli come le dune di<strong> Cala di Trana</strong> e <strong>Porto Cuncato</strong>. Le isole dell’<strong>Arcipelago di La Maddalena</strong> fanno da filtro alle forti correnti che solcano le <strong>Bocche di Bonifacio</strong>. </p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"> </p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><strong>Capo Testa</strong> è uno dei luoghi più affascinanti della <strong>Sardegna</strong>, si presenta come un enorme scoglio di forma quasi circolare di due chilometri di diametro, collegato alla terraferma da un breve istmo sabbioso, dove si trovano le due spiagge più ampie della penisola: la <strong>rena di ponente</strong> e la <strong>rena di levante</strong>. E&#8217; uno dei luoghi più suggestivi della costa nord-orientale. Tappa obbligata per chi decide di visitare <strong>Santa Teresa di Gallura</strong>. Il suo paesaggio è un continuo susseguirsi di spiagge intervallate da scogliere granitiche a picco sul mare.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">La baia di <strong>Santa Reparata</strong>, è interessante anche dal punto di vista storico, visto che vi sono stati trovati i resti delle cave aperte dagli antichi romani, per l&#8217;estrazione del granito utilizzato per la costruzione del colonnato esterno al <strong>Pantheon</strong>. L&#8217;incantevole<strong> Valle della Luna</strong>, si raggiunge a piedi, attraverso un sentiero un po&#8217; difficile da trovare.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" align="justify">Il <strong>Capo Spartivento</strong> è il promontorio più orientale dell’angolo sud-occidentale della <strong>Sardegna</strong>, è di costituzione granitica, ed è alto 66 m. E&#8217; un territorio selvaggio, con le sue rocce granitiche che sprofondano nel mare, ha un aspetto molto simile a quello delle coste galluresi, nel nord dell’isola. Ad oriente del capo si trova l’incantevole spiaggia di P<strong>ortu Simoni Gibudda</strong>, più nota come <strong>Cala Cipolla</strong>, ricca di pini e ginepri. Ad ovest, tra gli scogli detti <strong>I Padiglioni</strong> e gli <strong>Isolotti Ferraglione</strong>, la costa è rocciosa, con varie minuscole calette, accessibili in barca o a piedi per accidentati sentieri.</p>
<p class="testibianchi" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
<p class="testibianchi" style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px" align="justify"> </p>
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