storia

Mont-Saint-Michel è tornato ad essere un’isola

Nel corso dei secoli e a seguito dell’intervento umano, si è accentuata la sedimentazione intorno a Mont-Saint-Michel e lentamente mentre il mare è retrocesso, la terra è avanzata, fino a potervi creare un parcheggio ai piedi del bastione snaturandone il paesaggio. Secondo gli esperti, se nessuna azione fosse stata intrapresa, entro il 2040 Mont-Saint-Michel sarebbe stato circondato da paludi di acqua salata. Affinché questo tesoro dell’umanità potesse rimanere un monumento protetto per le generazioni a venire e per i turisti di tutto il mondo, Europa, Francia, Normandia e Bretagna hanno deciso di agire insieme proteggendo un importante sito patrimoniale e turistico. Continue reading

La storia della Cartografia

rotta-dei-fenici03Pronti per un viaggio alle origini delle carte nautiche, dai peripli degli antichi naviganti all’ecumene di Anassimandro passando per gli assi ortogonali di Rodi e le intuizioni di Mercatore.

Con grande probabilità l’unico strumento a disposizione dei Fenici nel V sec. a.C per circumnavigare l’Africa fu uno scandaglio a filo. Con questo misuravano la profondità dell’acqua e, se spalmato di sego (grasso che riveste le regioni sottocutanee addominali e diversi organi interni del bue; in senso più ampio indica il grasso dei bovini, equini e ovini), riuscivano anche a determinare la tipologia di fondale marino osservando i residui di materiale che vi rimanevano attaccati. I Fenici erano comunque in grado di navigare orientandosi essenzialmente osservano il sole di giorno e le stelle di notte, in caso di nuvole il loro riferimento era la direzione del vento. Erano in grado di trovare il Nord celeste utilizzando la stella Kockab dell’Orsa Minore che offriva un riferimento più preciso rispetto alla Stella Polare. Molto probabilmente già i Fenici produssero dei documenti cartografici, purtroppo però non giunti ai giorni nostri. Continue reading

Alessandria di Egitto – Cultura, Biblioteca e Teatri

alessandro magnoLa leggenda narra che Alessandro Magno nel 332-331 a.C. abbia tracciato al suolo la pianta della città di Alessandria servendosi di grano, e questo venne interpretato come segno di un futuro di ricchezza e allude al ruolo della città nell’esportazione del grano egiziano. La città di Alessandria d’Egitto fu fondata tra la palude Mareotide e il Mar Mediterraneo, davanti all’isoletta di Faro, a cui era collegata per mezzo dell’Eptastadio, una sorta di diga lunga circa 1200 m che serviva anche da acquedotto e che permise inoltre la creazione di due distinti porti. La diga e il piano di fondazione della città sono attribuiti all’architetto Dinocrate di Rodi.   Continue reading

Alessandria di Egitto – Un faro nella storia

Colossus1Possiamo trovare un primo esempio di “Faro” nel Colosso di Rodi. Nel 305 a.C. Demetrio I Poliorcete assediò Rodi in Grecia, con navi e catapulte, l’assedio durò due anni e fu sciolto solo quando Politemo, un alleato di Rodi, arrivò in soccorso della città con una flotta che colse alle spalle Demetrio costringendolo alla fuga. Continue reading

Conte di Savoia Transatlantico

Conte_Savoia_2Il Conte di Savoia è stato un transatlantico italiano costruito nel 1932 dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico in soli 13 mesi, a Trieste, per conto del Lloyd Sabaudo di Genova. Nel gennaio 1932, incorporata questa società nella nuova Italia Flotte Riunite, la nave passò alle dirette dipendenze di quest’ultima e nel 1937 con la riorganizzazione della navigazione civile a Italia – Società di Navigazione.

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Conte Biancamano Transatlantico

CONTE BIANCAMANO - IL PRIMO ARRIVO A NEW YORKConte Biancamano era una nave di linea italiana varata nel 1925. Il nome fu scelto in onore di Umberto I Biancamano, capostipite dei Savoia. Fu costruita nei cantieri scozzesi William Beardmore & Co a Dalmuir nei pressi di Glasgow su incarico della compagnia di navigazione di linea genovese Lloyd Sabaudo. Dagli stessi cantieri uscirono in breve periodo anche le navi Conte Rosso e Conte Verde. La nave aveva lo scafo che presentava una prua dritta, mentre l’apparato motore dotato di due turbine a vapore a doppio riduttore e due eliche, permetteva di raggiungere la velocità di 20 nodi e sfogava in due fumaioli. Ospitava 180 passeggeri di prima classe, 220 di classe superiore, 200 di seconda classe, 390 di classe economica, e 2.660 di terza classe. Continue reading

Il gozzo

Il gozzo è una imbarcazione diffusa prevalentemente nel Mar Ligure e nell’alto Tirreno, alta di bordo e con notevole cavallino; in contrapposizione alla barca usata in tutto il meridione e nelle isole, più lunga e stretta ma di basso bordo e priva di insellatura prodiera.

Alcuni fanno risalire la sua comparsa sulle spiagge liguri a cavallo dei secoli XVII e XVIII, quando il diminuito pericolo delle incursioni barbariche incoraggiò le popolazioni locali a dedicarsi alla piccola pesca costiera con imbarcazioni sempre più leggere e manovrabili. Continue reading

La sardara

La storia delle popolazioni costiere del basso Tirreno della Sicilia Occidentale è caratterizzata, per un lungo periodo di quasi due secoli, a partire dal secolo XVIII, dalla presenza di un tipo di imbarcazione armata con una vela dalla forma particolare, detta latina. Questa imbarcazione chiamata Varca Longa o Sardara, per la sua notevole lunghezza, (Max 11 metri ossia 44 palmi siciliani) era adibita principalmente per la pesca del pesce azzurro, ed in particolare per la pesca delle sarde. Continue reading