Passaggio a Nord-Ovest della Best Explorer, una straordinaria avventura italiana

Il Passaggio a Nord Ovest è stato intrapreso dall’Associazione Arctic Sail Expeditions – Italia la scorsa estate ed è la rotta marittima che collega l’Atlantico al Pacifico passando a nord del continente Americano, tra i ghiacci dell’Oceano Artico. Il Passaggio, circa 5.000 miglia marittime, è stata definita la rotta più difficile del mondo perché i ghiacci, pur in questo periodo di riscaldamento, sono presenti lungo tutto il percorso, anche d’estate. La loro presenza costituisce un serio pericolo ed ostacolo per le imbarcazioni fino ad impedirne la navigazione.

Nessuna barca italiana era ancora riuscita nel tentativo. Arctic Sail Expeditions – Italia con la barca a vela “Best Explorer” ha percorso il Passaggio a Nord Ovest. La spedizione è partita il 1 giugno 2012 da Tromsø, al nord della Norvegia, toccando l’Islanda, risalendo la costa occidentale della Groenlandia, inoltrandosi poi nel labirinto dell’arcipelago del Nunavut, a nord del Canada, proseguendo lungo la bassa costa dell’Alaska.

Il Best Explorer svernerà in Alaska e ripartirà verso nuove avventure nella primavera 2013. Il 25 settembre 2012 Arctic Sail Expeditions – Italia, lo skipper Nanni Acquarone e tutti i partecipanti alla spedizione hanno ricevuto(immagine del telegramma) un telegramma di apprezzamento dalla Presidenza della Repubblica per l’impresa velica eccezionale e per le attività di interscambio culturale effettuate lungo la rotta.

 

Gli obiettivi della spedizione

Il Passaggio a Nord Ovest è stato uno dei miti più famosi dell’Era Moderna, inseguito con accanimento dalle più potenti nazioni marinare a partire dai primissimi anni successivi alla scoperta dell’America proprio con gli italiani Giovanni e Sebastiano Caboto.

Scopi un tempo commerciali e politici spinsero l’Inghilterra, l’Olanda (allora Repubblica delle Sette Provincie Unite) e la Danimarca a investire enormi capitali e innumerevoli risorse all’esplorazione dell’estremo Nord, sia a Est dalla parte della Russia che a Ovest da quella del continente americano, nel tentativo di trovare una rotta che portasse le loro navi in Estremo Oriente, evitando il blocco che Spagnoli e Portoghesi ergevano contro il passaggio dell’Atlantico meridionale.

Nell’Ottocento di nuovo la Gran Bretagna e poi la Norvegia si cimentarono a Ovest con l’impresa, ormai diventata una sfida esclusivamente scientifica, motivo di orgoglio nazionale.

In quel secolo la ricerca divenne frenetica e venne funestata dalla perdita di centinaia di vittime, perite anche per l’ostinazione degli organizzatori che non erano preparati ad aprire la mente all’esperienza dei Popoli del Nord e a farla propria.

Chi al contrario fece proprio questo fu il norvegese Amundsen, che all’inizio del Novecento con pochi mezzi risolse per primo l’enigma del Passaggio, compiendo nel frattempo importanti osservazioni scientifiche, mentre a Est il Passaggio era stato vinto venticinque anni prima dallo svedese Nordenskjöld.

La sua impresa rimase a lungo ineguagliata, ma dalla Seconda Guerra Mondiale in poi i passaggi si ripeterono, sia pure raramente, finché interessi economici legati al petrolio non sfruttarono sia la fine della Guerra fredda che l’innalzamento delle temperature per cominciare a utilizzare questa rotta.

 

La barca

Best Explorer è un cutter in acciaio di lunghezza fuori tutto 15,17 metri, progettato dallo Studio Giorgetti e Magrini e costruito nel 1984. La barca è classificata 100 A 1.1 dal RINA (significa che è in perfette condizioni di manutenzione). Disloca circa 25 tonnellate, ha un pescaggio minimo di 1,40 metri e una deriva mobile che, quando abbassata, porta il pescaggio a 2,90 metri. La deriva mobile consente l’avvicinamento e il passaggio in condizioni di fondali ridotti, che si trovano con frequenza al nord. La prua è stata rinforzata ed è in acciaio inox con spessore di 6 mm contro i 5 mm del resto dello scafo. Navigando nei ghiacci del pack succede di urtare le lastre di ghiaccio con discreta violenza e lo scafo non ha mai subito danni. C’è un’ampia dotazione di vele, per la maggior parte in due esemplari. La superficie velica di lavoro al nord (randa e yankee 2) è di 80 mq, le rande sono completamente steccate. Sono presenti anche la randa da tempesta (con la sua rotaia) e la tormentina. L’interno è coibentato con 10 cm. di schiuma. Gli osteriggi sono protetti da lastre di policarbonato amovibili che evitano la condensa. La barca è riscaldata da 3 sistemi indipendenti, tra cui una stufa che non richiede elettricità per funzionare. Ci sono 5 cabine, di cui quella di prua è adibita a cambusa, magazzino e zona tecnica durante le lunghe traversate. Le altre quattro cabine hanno 2 cuccette ciascuna, nelle due posteriori queste sono doppie. Ci sono 3 bagni con doccia, acqua calda e fredda.

 

L’equipaggio

L’equipaggio era prevalentemente formato da persone abituate ad affrontare insieme lunghe navigazioni in mari difficili, senza escludere la presenza di appassionati che dimostrino di essere adatti ad integrarsi con l’equipaggio.

La loro esperienza di anni di navigazione nell’estremo Nord gli ha insegnato a navigare fra i ghiacci e li ha portato a contatto con persone di esperienze e culture diverse dalle loro, da cui si può apprendere molto sulla vita in condizioni estreme:

Nanni Acquarone

Di famiglia con origini liguri, nato nel 1942, figlio della famosa Coreografa e Insegnante di Danza Classica torinese Sara Acquarone, compie tutti i suoi studi a Torino presso l’Istituto Sociale dei Padri Gesuiti prendendo la maturità classica a 17 anni nel 1960. Si laurea ingegnere a 22 anni nel 1965 al Politecnico di Torino ed entra a lavorare in IBM dove rimane fino al 1995, prima a Torino, poi a Milano e a Copenaghen, in Danimarca.
È sposato con tre figli e otto nipotini.
Ottimo sciatore, subito dopo aver interrotto la propria carriera agonistica per un serio incidente, scopre la vela nel 1963 e comincia a navigare, prima in Mediterraneo e dal 1967 sempre come skipper, poi dal 1983 nel Baltico e nella Manica.

Dal 1995 ha preso a solcare tutti gli oceani, visitando Portogallo, Golfo di Guascogna, Olanda, Canarie, Madera, Isole del Capo Verde, Azzorre, Patagonia, Isole Falkland, Capo Horn, Scozia, Irlanda, Thailandia, Malesia, Nuova Scozia, New England, Columbia Britannica, Baja California e Isole Fiji, Far Oer, Islanda, Jan Mayen e Norvegia, accumulando non meno di 50.000 miglia. Dal 2008 naviga con Best Explorer alle Isole Svalbard nell’Artico tra i ghiacci, spingendosi fino oltre gli 80° nord. Ha recentemente pubblicato il libro: “Best Explorer – Dal Mar Ligure al Mare Glaciale Artico”, Edizioni Il Frangente.

 

Mariele Portocalschi Acquarone

Nata nel 1944 è sposata con Nanni dal 1966 ed è mamma di Mario e di Marco ed Emma. Si laurea in architettura al Politecnico di Torino. Naviga dall’inizio con Nanni e lo accompagna in quasi tutti i suoi viaggi.
Timoniere eccellente ha una particolare sensibilità per avvertire i cambiamenti del tempo anticipando i cambi delle vele.

Nicoletta Martini naviga con Nanni dal 2000

Mario Acquarone guida naturalistica polare, ha organizzato e partecipato a sei spedizioni di ricerca in Groenlandia e sei spedizioni di esplorazione alle Svalbard e Groenlandia. È sposato con un figlio, ha 43 anni, dal 2007 vive con la sua famiglia a nord del Circolo Polare Artico a Tromsø in Norvegia.
Figlio di Nanni, è praticamente nato in barca a vela. Fa parte dell’equipaggio del Best Explorer dal 1992. .

E di seguito gli altri membri dell’equipaggio che hanno partecipato a questa magnifica avventura:

Cristina Lombardi, Filippo Mennuni, Giancarlo Superti Furga, Roberto Oberti (detto Spinone), Heike Schmitz-Zilli, Piercarlo Antonelli, Salvatore Magri, Pietro Grossi, Stefano De Luigi, Silvano Cova, Paolo Prieri, Loredana Ciriminna, Francesco Daina, Pietro Cocco, Paolo Ivaldi, Danilo Ronco, Mauro Baluda, Paola Beneton.

 

Crediamo che questa impresa meriti di essere raccontata dai diretti protagonisti per conoscere e rivivere con loro questo straordinario viaggio in territtori difficili ed impervi alla scoperta di nuovi luoghi e culture.

 

Per questo abbiamo chiesto a Nanni Acquarone e al suo equipaggio di raccontarci in un Hangout sul nostro profilo di Google+ le loro storie, esperienze ed avventure vissute durante il Passaggio a Nordo Ovest e con nostro grande piacere hanno accettato.

A breve comunicheremo la data per partecipare all’Hangout e porre le vostre domande ai diretti interessati.

Continua a seguirci!

 

Posted on: 03/02/2013, by : admin