Conte Grande Transatlantico

Conte Grande 02Il Conte Grande è stato un transatlantico di linea italiano costruito a Trieste dallo Stabilimento Tecnico Triestino per conto del Lloyd Sabaudo. La nave aveva lo scafo con una prua dritta, due alberi e due fumaioli.  Fu varato il 29 giugno 1927 ed effettuò il viaggio inaugurale il 13 aprile 1928 sulla linea Genova – Napoli – New York.

contegrandeNel 1932 il Lloyd Sabaudo confluì nella nuova società Italia Flotte Riunite apportandovi, oltre ad altre navi, anche il “Conte Grande” che venne destinato al servizio di linea con il Sud America. Nel 1937, con la riorganizzazione della navigazione civile, la società “Italia Flotte Riunite” entrò a far parte di Italia – Società di Navigazione, continuando ad essere impiegato sulle rotte dirette in America meridionale.

ConteGrande-1927Quando l’Italia entrò in guerra nel secondo conflitto mondiale, il “Conte Grande” si trovava all’ancora nel porto di Rio de Janeiro. La nave venne posta sotto sequestro e l’equipaggio internato dalle autorità brasiliane che il 16 aprile 1942 rivendettero la nave agli USA. La nave fu ribattezzata “Monticello” e venne trasformata in trasporto truppe. I lavori di riconversione vennero effettuati nei cantieri di Filadelfia e al termine la nave potè alloggiare fino a settemila uomini. La nave venne armata con un cannone da 127/38mm[1] e 6 cannoni da 76/50mm[2] antinave e antiaereei. Al termine dei lavori la nave entrò in servizio nella US Navy il 10 settembre dello stesso anno. Sotto la bandiera americana la nave prese parte all’invasione del CONTE GRANDE - PROVE IN MARE DI MANOVRABILITA'Nord Africa denominata Operazione Torch con le truppe trasportate che vennero sbarcate a Casablanca. Successivamente al rientro negli Stati Uniti venne destinata agli scenari del Pacifico dove venne utilizzata tra il 1943 e il 1944. A partire dal 6 agosto 1945 venne destinato alla US Coast Guard fino al ritiro dal servizio, avvenuto il 22 marzo 1946 a Norfolk in Virginia.

Nel 1947 la nave venne restituita all’Italia e riprese il nome “Conte Grande” dopo lavori di riallestimento venne nuovamente destinata alla linea del Sudamerica sino al 1960. Nel dicembre di quell’anno venne ceduta al servizio del Lloyd Triestino. Nel 1962 la nave venne avviata alla demolizione.

Allestimenti interni

CONTE GRANDE - BALLROOM 1Con la corsa al lusso sfrenato ingaggiato dalle nuove navi di “N.G.I.” e “Cosulich Line”, ed il livello già elevatissimo dello sfruttamento degli stili storici sui precedenti Conte Rosso, Conte Verde e Conte Biancamano, il “Lloyd Sabaudo” decise di effettuare allestimenti estremamente ricchi e ricercati. Il progetto degli interni della prima classe fu affidato allo Studio Coppedè e Armando Brasini, e con loro il Conte Grande  divenne l’unità più decorata che mai si fosse vista sui mari. Ma la loro esperienza e professionalità lascia chiaramente intuire che la filosofia alla base del loro progetto fosse alimentata da un’occasione unica per dare libero sfogo ad una sfrenata fantasia, passando dallo stile Pompeiano allo stile Etrusco, dal Moresco al Rinascimento, dal Indian Mogul al Japanese style, sino agli stili Arabo-Persiano e Precolombiano. Il motto imperante a bordo sembrava fosse “meglio eccedere in tutto che risparmiarsi in qualcosa”. Anche le belle strutture a vista delle passeggiate laterali,  furono rivestite da materiali policromi diversi, con costole e puntelli occultati da dragoni cinesi dorati che reggevano enormi fiaccole. Il Conte Grande passò alla storia come il transatlantico più opulento, eclettico, sfarzoso e stravagante che mai abbia solcato i mari. Insieme allo Studio Coppedè e ad Armando Brasini collaborarono agli allestimenti lo Studio Stuard di Gustavo Pulitzer e lo Studio Monti di Milano.

CONTE GRANDE - FUMOIRGli interni impressionarono e meravigliarono i ricchi passeggeri americani, ricordandogli le più esotiche e sfrenate scenografie teatrali e cinematografiche, al punto da divenire la cornice di viaggio ideale per i grandi nomi di Hollywood e di Broadway, che affollarono regolarmente il Conte per i successivi cinque anni e mezzo: Gloria Swanson, Noel Conward, Pola Negri, Mary Pinkford e Douglas Fairbanks, Al Jolson, Paul Whitman, Ramon Novarro, Natasha Rambova, Clara Calamai, Ernst Lubitsch, Josephine Baker, Luis Zigfield, La Argentina, Charlie Chaplin, Buster Keaton, Cecil B. De Mille, Samuel Goldwin, ect.

Quasi da subito il Conte Grande divenne un punto di riferimento per il jet-set dell’epoca, rappresentando insieme al Ile de France della French Line un sinonimo d’eccellenza, distinzione e lusso. A bordo si respirava un atmosfera unica, fatta di sfarzo, stravaganza, mondanità e cucina superlativa, il tutto unito ad un servizio celere e signorile. Il bar, in pieno proibizionismo, era fra i più grandi e riforniti che si fossero mai visti sui mari. La vita di bordo si svolgeva all’insegna dei ruggenti anni ‘20, l’epoca del charleston e delle feste sfrenate, con un susseguirsi di ricevimenti notturni, balli in maschera, grandi tornei sportivi, concerti e balletti, sontuosi pranzi e sfavillanti banchetti di mezzanotte spesso organizzati sia all’aperto sul Lido sia attorno alla piscina coperta.

CONTE GRANDE - GRAND HALL E LOGGIA DEL SALONE DA PRANZOIl Salone delle Feste allestito dallo Studio Coppedè era una fantasmagorica policromia di stucchi, luci e colori. Le fonti luminose erano nascoste dentro a ceste di fiori, realizzate in vetro di Murano, sostenute da colossali tripodi in bronzo dorato e ferro battuto o portate da mensole applicate alle pareti: vetri e specchi centuplicavano trasparenze e riflessi. Il punto forte della Sala era l’uccelliera che si apriva nel mezzo di una parete dietro un’artistica grata contenente molti volatili.  Era illuminata dall’alto mentre la parte bassa conteneva una fontana in bronzo dorato. E poi il soffitto, che s’innalza verso l’alto ed evoca alla mente i palazzi dei Maharaja, con luccicanti balaustre di marmo rosa ed alabastro decorate a foglia d’oro e d’argento, sormontate da archi in stucco laccato ospitanti meravigliosi mosaici di vetro a temi floreali arabescati, cesellati nell’oro e nell’argento, retroilluminati a creare suggestioni di colori e sfumature.

CONTE GRANDE - FUMOIR 1Lo Studio Coppedè per il Fumoir Club si ispirò al “Tardo Rinascimento Francese”, con un monumentale camino di marmo, con fascioni, cariatidi e pinnacoli di legno rivestiti a foglia d’oro. Grandi stucchi dorati sostenevano il lucernario centrale dalla volta arabescata e decorata con mosaici a paste vitree. Pannelli dipinti con temi cavallereschi di gusto medioevale ricoprivano le pareti laterali, alternati a rivestimenti in pregiate essenze lignee chiarissime, filettati in oro ed argento, mentre i soffitti laterali erano decorati da intarsi e rosoni, spartiti da sottili filettature in lapislazzuli, che facevano da cornice alle meravigliose plafoniere poliedriche e dai riflessi ambrati.

Per la Grand Hall Centrale l’ispirazione venne dallo stile Persiano, impreziosita da grandi arazzi in seta e da sottili pilastri rivestiti in onice, con capitelli decorati a foglia d’oro e filettati in argento. Il soffitto era decorato con stucchi, cornici,  ghirlande e rosoni, e plafoniere in vetro di Murano. Tappeti in seta, poltrone e divani erano decorati a temi floreali dai vividi e lucenti colori, mentre i tavolini erano laccati in bianco e oro.

CONTE GRANDE - SALONE DA PRANZOIl Salone da pranzo allestito da Armando Brasini fu definito dalla stampa un misto fra gli stili “Ellenistico, Romano Imperiale e Pompeiano”, le pareti erano ricoperte da lastre di malachite verde smeraldo, e pannelli marmorei rossi, con balaustre decorate in bronzo dorato, e le ringhiere dello scalone decorate a motivi floreali su lucenti lastre in vetro di Murano. I soffitti laterali erano arricchiti di bassorilievi rivestiti con foglie d’oro ed argento. Lungo le balaustre c’erano snelle colonne ottagonali con capitelli corinzi dorati. Le due Sale da pranzo private erano invece allestite negli stili Ellenistico e Beaux Arts.

CONTE GRANDE - VERANDAIl Giardino d’inverno, fu elaborato in un fantasioso stile Indocinese, decorato con imponenti dragoni portafiaccole dorati e delicate lacche, realizzate su pannelli in porcellana dagli sfondi sfumati in oro, bianco e blu; poltrone, divani e tavolini furono disegnati da Carlo Bugatti ispirandosi al cubismo e modernismo in voga in quegli anni.

CONTE GRANDE - PISCINA COPERTA 2La Piscina coperta presentava invece un Japanese style, con un ampio uso di lacche rosse e legni traforati e un’illuminazione indiretta, realizzata attraverso un velario che voleva dare l’illusione di un giardino orientale. CONTE GRANDE - PISCINA COPERTALa piscina era attraversata da un ponticello laccato rosso fuoco di 14 mt per 5,6 mt, con una fontana a forma di tartaruga rivestita di giada verde smeraldo, posta di fronte ad un vasto dipinto a lacca che riproduceva una veduta del monte Fuji, dietro al quale si trovava il palco per l’orchestra. L’arredo era completato da due leoni cinesi dorati, quattro angoli-salotto realizzati con tavolini e poltrone di vimini naturale o tinto nelle sfumature del verde, del rosso e del giallo oro, ed infine il Bar con “terrazza” sulla vasca, fu realizzato con un mosaico composto da una dozzina d’essenze lignee pregiate differenti.

Posted on: 05/06/2014, by : admin