Alessandria di Egitto – Un faro nella storia

Colossus1Possiamo trovare un primo esempio di “Faro” nel Colosso di Rodi. Nel 305 a.C. Demetrio I Poliorcete assediò Rodi in Grecia, con navi e catapulte, l’assedio durò due anni e fu sciolto solo quando Politemo, un alleato di Rodi, arrivò in soccorso della città con una flotta che colse alle spalle Demetrio costringendolo alla fuga.

Per ricordare lo scampato pericolo gli abitanti di Rodi costruirono un’enorme statua celebre in tutto il mondo con il nome di Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico. La statua venne costruita dallo scultore rodiota Chares di Lindos, discepolo di Lisippo, e fu ultimata nel 293 a.C. Le basi su cui poggiavano i piedi della statua erano in marmo bianco, mentre la sua struttura aveva un’anima in ferro, resa stabile da blocchi di pietra e, infine, ricoperta da un rivestimento in bronzo. Si ipotizza che il Colosso di Rodi fosse alto complessivamente circa 32 m, una gigantesca figura che dominava dall’alto l’antico porto dell’isola.

ColossusNon è ben chiaro quale fosse il suo aspetto. Di sicuro rispettava i canoni della tradizione greca: fisico vigoroso, nudo, in testa una corona con diverse punte, simile ad un sole. I dubbi riguardano la posizione delle braccia: alcuni sostengono avesse la mano destra a protezione degli occhi dai raggi solare e la sinistra a sorreggere un mantello; altri, invece, ritengono che con la mano destra sorreggesse un braciere che veniva alimentato con del legname e nella sinistra avesse un arco. Il Colosso di Rodi non ebbe vita lunga, durante un forte terremoto nel 226 a.C. si spezzò all’altezza delle ginocchia e sprofondò in mare. Un oracolo dissuase gli abitanti di Rodi nel ricostruire la statua e dunque il Colosso giacque nel fondo marino per circa otto secoli fino a quando gli arabi, dopo aver conquistato l’isola, nel 654 d.C. lo smantellarono sezionandolo in un numero indefinito di blocchi. In realtà, diversi storici ritengono che la statua non sia mai esistita, trattandosi così soltanto di una leggenda. Nonostante ciò, il Colosso di Rodi ispirò molti artisti moderni come lo scultore francese Frédéric-Auguste Bartholdi, autore della Statua della Libertà, simbolo di New York e degli Stati Uniti d’America.

faroalessandriaMa si può reputare un vero faro solo quello costruito intorno al 280 a.C. ad Alessandria d’Egitto. A Est dell’isola chiamata Faro c’erano una serie di scogli sui quali attorno al 280 a.C. si iniziò la costruzione di una torre a base quadrata alta circa 40 metri, che ospitava le stanze degli addetti e le rampe per il trasporto del combustibile. Sulla sua sommità si eresse una seconda torre con base ottagonale alta circa 50 metri, per un totale di 90 metri.  Sopra a questa struttura in muratura ne partiva una terza sempre in muratura di forma cilindrica che terminava con un cilindro metallico. Da questo cilindro si generava un fascio di luce che poteva essere visto fino a 33 miglia.

Fu fatto costruire da Sostrato di Cnido, un mercante greco, il progetto fu iniziato da Tolomeo I Sotere, all’inizio del proprio regno, e venne completato dal figlio Tolomeo II Filadelfo. Lo scopo dell’imponente opera era aumentare la sicurezza del traffico marittimo in entrata e in uscita, reso pericoloso dai numerosi banchi di sabbia nel tratto di mare prospiciente il porto di Alessandria e dall’assenza di rilievi orografici. Esso consentiva di segnalare la posizione del porto alle navi, di giorno mediante degli speciali specchi di bronzo lucidato che riflettevano la luce del sole fino al largo, mentre di notte venivano accesi dei fuochi. Si stima che l’altezza totale della torre fosse di 134 metri, una delle più alte costruzioni esistenti per l’epoca, e il faro poteva essere visto fino a 48 km di distanza, cioè fino al limite consentito dalla sua altezza e dalla curvatura della superficie terrestre. Per questo è da considerarsi il primo grattacielo della storia.

faroalessandria2Ad Alessandria erano state anche sviluppate le conoscenze matematiche che permettevano di calcolare la forma degli specchi per concentrare la luce, tecnica già usata come è noto, da Archimede per incendiare le navi romane durante l’assedio di Siracusa.

Il ritrovamento di decine di lenti risalenti anche a a 2.500 anni fa in varie parti del Mediterraneo testimoniano una conoscenza degli strumenti ottici molto più sviluppata rispetto a quello che si pensava fino ad alcuni decenni fa. Sembra che il faro di Alessandria fosse dotato di una struttura meccanica con ingranaggi per permettere la rotazione del cilindro che avrebbe fornito ai naviganti una luce intermittente, molto più visibile rispetto a quella fissa. Ad eccezione della Piramide di Cheope, il faro fu la più longeva delle sette meraviglie. Rimase in funzione per sedici secoli, fino a quando nel 1303 e nel 1323 due terremoti lo danneggiarono irreparabilmente. Nel 1480 il sultano d’Egitto Quaitbay utilizzò le sue rovine per la costruzione di un forte nelle vicinanze. Numerosi blocchi ed elementi architettonici sono stati recuperati in mare, insieme alle colossali statue di Tolomeo II e della moglie Arsinoe II rappresentata come Iside.

Lanterna_1481Si riprese a costruire dei fari solo nel XII secolo, ad esempio, la prima Lanterna di Genova fu  presumibilmente realizzata nel 1128, anno in cui fu emanato un Decreto che stabiliva un punto di guardia, organizzato dai cittadini di alcuni borghi, dove venivano accesi fasci di steli secchi di erica detta brugo o di ginestra detta brusca, allo scopo di segnalare il porto alle navi in avvicinamento. Questo faro rudimentale però non presentava riflettori basati sulla teoria delle coniche, questi verranno recuperati solo nei primi decenni del XVII secolo, in particolare da Bonaventura Cavalieri (matematico e studioso italiano), e  che consentiranno la costruzione dei primi fari moderni alla fine del secolo.

Posted on: 25/06/2014, by : admin